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FINANZA/ Unicredit, Banco Popolare e Fondazioni: quale nuovo riassetto?

La ricapitalizzazione da due miliardi avviata del Banco Popolare è lo spunto per una riflessioni di GIANNI CREDIT sul sistema bancario italiano

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La ricapitalizzazione da due miliardi avviata del Banco Popolare e l’ipotesi che vi partecipino in forze le Fondazioni CariVerona e CariTorino suggeriscono alcune riflessioni sulle linee di riassetto del sistema bancario italiano in difficile uscita dalla crisi finanziaria.

È forse inevitabile - anche se a rischio di fuorvianza - partire “dall’alto”: dal sindaco di Verona Flavio Tosi - leader più che emergente della Lega Nord - che ha apertamente sollecitato l’intervento della Fondazione scaligera, di cui ora è il principale “stakeholder”, avendovi confermato personalmente alla presidenza Paolo Biasi.

A Torino la situazione non è omologa, ma è vero che la Lega ha conquistato la presidenza della Regione (anche se l’esito elettorale è in parte ancora disputato). Tuttavia il Comune (con Sergio Chiamparino), la Provincia (a guida Pd) e altri enti pubblici designatori di consiglieri mantengono ancora una presa salda sulla governance sia della Fondazione Crt che della Compagnia San Paolo.

Però lo storico “uomo forte” della Fondazione resta l’alessandrino Fabrizio Palenzona (oggi vicepresidente di UniCredit e membro dell’esecutivo Mediobanca), un Dc “mai pentito” che conserva oggi un forte ruolo di collegamento trasversale tra gli schieramenti politici e tra il mondo politico e quello degli affari (tra Fondazioni, grandi banche e infrastrutture).