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Rubriche

La vera sfida agli indignati

Violenze a Roma (Foto Ansa)Violenze a Roma (Foto Ansa)

Ma ilsussidiario.net non è un house-organ: la sua sopravvivenza e i redditi di chi ci lavora sono agganciati al successo dell’iniziativa, non a un rifinanziamento periodico puro e semplice. Da un lato contano gli standard giornalistici che tengono agganciati - in via gratuita, “sussidiaria” - decine di protagonisti-testimoni della vita italiana. Dall’altro conta la performance sul mercato: i contatti in rete che consentono la ricerca sul mercato pubblicitario di ricavi in grado di contribuire al sostenimento di costi di struttura e nuovi investimenti. Il tutto guarda sempre a “investitori sussidiari” vecchi e nuovi: i primi devono essere soddisfatti nelle loro aspettative, i secondi devono essere attratti dallo sviluppo del progetto.

Di “business case” come ilsussidiario.net - fortunatamente - in Italia/Europa ce ne sono migliaia, molte migliaia. Alcuni avranno successo, altri no: ma i primi - se terranno alcuni fondamentali della civiltà europea - aiuteranno i secondi. E solo avendo successo assieme, cari indignados, potrete applicherete alla “finanza che ha sbagliato” tutte le sanzioni che merita.

Tra i tanti proverbi cinici della City di Londra uno recita: “C’è un solo crimine più grave che rapinare una banca: fondarne una”. Fondate la vostra banca, il vostro giornale, la vostra impresa, cari “indignados”: fate competizione alla Goldman Sachs, a NewsCorp, ai vostri fratelli maggiori e ai vostri genitori finché saranno loro ad arrabbiarsi con voi, a battere i pugni contro i vostri portoni. Se siete davvero bravi, fatelo sul loro terreno, ma con le regole che dite di voler cambiare: se ce n’è davvero bisogno (chi modestamente scrive pensa di sì), il mercato economico e politico vi darà ragione. E lavorate anche al sabato e alla domenica: sapendo che dal venerdì pomeriggio al lunedì mattina i banchieri fanno “trikend” (e questo ha già segnato la loro condanna sociale, prima che legale), mentre in Cina i vostri coetanei si danno da fare per molto meno di mille euro al mese. E piuttosto che chiedere ai vostri genitori com’era bella l’Italia degli anni Sessanta, chiedete ai vostri nonni come affrontarono il “new-new normal” nel maggio del 1945.

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COMMENTI
18/10/2011 - non si vuole capire cosa è opportuno e cosa no (LUCIANO VIGEVANO)

Avevo esordito il mio commento cercando di far passare il messaggio dell'inopportunità dell'articolo in un momento che necessita di fare soprattutto muro contro i criminali. Il fatto che troppi giovani oggi si arrogano solo diritti e non conoscono doveri è sicuramente vero, ma commentare oggi il disastro di Roma enfatizzando particolarmente questo concetto sminuisce la gravità della violenza di (in fondo pochi) delinquenti che operano vigliaccamente contro coloro (moltissimi) che hanno comunque diritto di esprimere il loro pensiero anche manifestando, visto che ciò è comunque consentito (fortunatamente) dalle nostre leggi. Chissà se qualche genitore consapevole della partecipazione del proprio figlio allo sfascio perpetrato, ha solo per un momento immaginato se gli animali amici di suo figlio avessero sfasciato casa sua!?

 
18/10/2011 - Tutti vogliono viaggiare in prima (Peter DeBrando Chiesa)

Guardate che essere ricchi non e' mica un diritto. Varrebbe la pena guardarsi un po' intorno e scoprire che Credit non e' cosi' stupido a suggerire che il resto del mondo vive in condizioni ben peggiori delle nostre e non certo per colpa del Capitalismo. Loro ci guardano e ci vedono ricchissimi. E noi si crede di essere poveri con l'iphone e l'abbonamento sky, fuori a cena al ristorante ogni due per tre e via dicendo. E poi protestare contro chi e cosa esattamente? Lamentarsi non porta a niente, bisogna fare, costruire. Non si deve protestare CONTRO ma PER qualcosa. Parliamo dell'alternativa economica o sociale che viene proposta dagli indignati. Nel suo articolo Credit suggerisce un esempio alternativo al consumismo e alle manifestazioni violente. Discutiamo di questo, di gente che ha voglia di costruire e di faticare per creare delle opportunita' per tutti. Cosa c'e' di tanto sbagliato in questo?

 
17/10/2011 - incapacita generativa (ciro pica)

dopo il mezzo sfogo sull'articolo di ieri circa la corporazione dei tassisti non posso fare a me di chiarire la mia posizione a riguardo la situazione in quanto tale. Il relativismo ed il positivismo unitariamente alla forte pressione mediatica sul immagine di realizzazione di se impedisce all io di essere generatore.per questo non si educa più e non si vuol più essere educati. si oscilla tra l'egoismo e l'invidia. meno male che il cuore è inarrestabile per cui al di là della tremenda congiuntura sfavorevole - che ha fondamento nel' ideologia contemporanea - non si può che non continuare a sperare per tutti anche se al momento predomina la reattività a tutti i livelli tranne eccezioni. bene queste eccezioni sono la speranza che passi uomo a uomo la novità che dà all'io la possibilità di ritornare ad essere e quindi a generare.tecnicamente siamo in un cul de sac, ma come sempre il diavolo fa le pentole ma non i coperchi.la dipendenza dalla contingenza è la grande menzogna, sia quando questa ti soddisfa che no. ma quando è no è il momento di chiedersi veramente cosa si vuole dalla vita. allora si comincia da ciò che c'è. 500 euro, magari si scopre anche Altro. ciro pica

 
17/10/2011 - Credit ha ragione (Giuseppe Crippa)

Rispetto il parere dei lettori che stanno commentando negativamente l'articolo di Gianni Credit, ma desidero far loro sapere che sono d'accordo con lui e non con loro. Se abbiamo una generazione di giovani che reclamano come se fosse un diritto acquisito un lavoro dipendente a tempo indeterminato, e per di più pensano di viverlo (l'ho visto anche recentemente) coniugando l'offerta del minimo in termini di tempo e di impegno con la massima attenzione a fruire di tutti gli automatismi di carriera e di retribuzione come se fosse un diritto acquisito, è colpa nostra: da lavoratori siamo stati attenti soltanto ai fatti nostri e da cittadini premiamo soltanto i politici che ci parlano di diritti o dicono di difendere quanto abbiamo, senza presentarci mai le cose come realmente stanno. E' duro leggere quanto scrive Credit, ma è molto più vero di ogni commento che ho visto sotto il suo articolo.

 
17/10/2011 - mi sembra quasi tutto ...... fuori dal buco! (LUCIANO VIGEVANO)

anche se qualche cosa di vero c'è nell'articolo, mi sembra che soprattutto l'inopportunità del momento faccia ritenere che si sia proprio fatta pipì fuori dal buco! L'indignazione contro l'arroganza della finanza che porta un suo esponente all'imbecillità di dire pubblicamente che il suo lavoro è fare soldi fregandosene dei disastri sociali che può arrecare, rende sicuramente legittima l'indignazione; se poi questa è dimostrata in modo non violento deve essere accettata con rispetto e fare riflettere. Piuttosto sarebbe bene focalizzarsi sulla grande responsabilità di chi incoraggia i delinquenti che approfittano di questi eventi per sfogare in modo estremamente vigliacco il loro istinto criminale; e credo che in questo colpevole incoraggiamento ci sia anche quello di mettere sotto accusa i comportamenti forse anche eccessivamente reattivi di quei poveri ragazzi delle forze dell'ordine che in questi eventi bisogna considerare che a volte si vedono veramente la morte in faccia (a Genova si è giunti all'aberrazione di aver quasi fatto un'eroe da uno che stava semplicemente delinquendo) Luciano Vigevano

 
17/10/2011 - Assurdo.... (Mariano Belli)

Trovo assurda la tesi dell'articolista, la vita non ci è stata data per farci campare come bestie, per lavorare come bestie 7 giorni su 7, sfruttati come gli schiavi dal padrone di turno. Occorre che il cuore di molti si risvegli e inizi a desiderare (per sè, ma anche per tutti) una vita umana e degna di essere vissuta, e che non è certo quella tratteggiata in questo articolo...

 
17/10/2011 - Insomma... (Diego Perna)

Insomma per Lei questo sistema va bene, e non va cambiato. Non ci sono le belve fuori dalla caverna , siamo nel duemila il medioevo è passato, quindi accontentiamoci che con due lauree si guadagni 1000 euro, (magari!) Lei si sarebbe accontentato? Io no quand'ero giovane, ora si, anche di 500, perchè faccio il lavoro che mi sono scelto e non è poco.Però non potrò durare a lungo e per me la causa non è il giovane cinese, ma un governo e una classe intellettuale troppo interessata a poltrone e comodità. Ditelo a un politico, anche giovane di guadagnare 1000 euro vediamo cosa risponde. Ditelo a un dirigente di banca fallita o meno di guadagnare 1000 euro vediamo cosa risponde.IO GIOVANE NON MI ACCONTENTEREI anche se non brucerei macchine per strada. Questo sistema economico è il migliore dall'età della pietra , ma io non escluderei la possibilità che sia l'unico oggi possibile, solo questo mi fa respirare ancora, a me non interessa la ricchezza, ma la felicità e quindi si può cambiare governo, ministri, finanza bce ecc. ,e l'idea che possa vedere altre facce a cui interessa la felicità e non la poltrona, che si accontentino anche loro di non stare seduti sempre ai tavoli migliori, di essere tranquilli perchè hanno un buon conto in banca o lo yatch con le donnine a bordo o che festeggiano compleanni tra vodka caviale e contorno, pensare e immaginare un mondo diverso già mi fa stare meglio. Io non mi accontento di meno di questo anche se non ho più vent'anni, Lei mi pare di si.