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SPILLO/ Nomina, la vera anomalia di Bankitalia

Entra sempre più nel vivo la successione a Mario Draghi in Banca d’Italia. Oggi il Presidente del Consiglio dovrebbe comunicare il nome scelto. Il commento di GIANNI CREDIT

Silvio Berlusconi e Giorgio Napolitano (Foto Imageconomica)Silvio Berlusconi e Giorgio Napolitano (Foto Imageconomica)

Il neo-presidente della Banca centrale europea, l’italiano Mario Draghi, è stato designato direttamente dal consiglio dei capi di Stato e di Governo dell’Eurozona (diciassette leader democraticamente eletti) su raccomandazione del Consiglio della Ue (ventisette membri), sentito il parere dell’euro-parlamento. Il Presidente della Federal Reserve è designato direttamente dal presidente degli Stati Uniti e la sua nomina deve essere “confermata” dal Senato dopo un’audizione. Il Governatore della Banca d’Italia - pur sulla base di una normativa nuovissima (risale al 2005) - è nominato di fatto sulla base di un accordo personale tra il Presidente della Repubblica e il Presidente del Consiglio, ma con il parere di fatto vincolante del ministro dell’Economia. L’atto formale di nomina è tuttavia ancora affidato al Consiglio superiore della Banca d’Italia, sulla base di una governance che risale all’inizio del secolo scorso: i partecipanti al capitale (di fatto le banche controllate) eleggono presso 13 sedi regionali altrettanti “rappresentanti” presso il Consiglio superiore. Gli incarichi sono storicamente onorifici e il Consiglio superiore, di fatto, interviene solo nella nomina del Governatore e negli atti straordinari. Il Parlamento non interviene mai, salvo che per interposte persone a suo tempo votate (ovvero Quirinale e Premier).

Uno dei più veementi sostenitori di questa “governance” bizantina - che fa della Banca d’Italia uno degli ultimi corpi separati dello Stato - è il professor Francesco Giavazzi, che la settimana prossima sarà eletto consigliere “indipendente” di Mediobanca. Giavazzi è genero del defunto presidente di Mediobanca, Francesco Cingano e - l’altro giorno, martedì 18 ottobre, sulla prima pagina de Il Corriere della Sera - ha nuovamente sostenuto con toni accesi l’esigenza di liberare l’Italia da lobby, rendite, privilegi, manomorte che soffocano il mercato dei meriti. L’assemblea di Mediobanca, non a caso, si tiene per statuto - espressamente dettato dai fondatori e dallo storico ”dominus”, Enrico Cuccia - il 28 ottobre: anniversario della marcia su Roma.


COMMENTI
20/10/2011 - La coerenza di Giavazzi (Giuseppe Crippa)

Do atto al prof. Giavazzi di una inoppugnabile coerenza: essere genero del defunto presidente di Mediobanca non è evidentemente né rendita né privilegio né manomorta, ma indiscutibilmente un merito. Immagino infatti la rigidissima selezione, informata a criteri di meritocrazia e trasparenza, che avrà presieduto a suo tempo la scelta da parte della signorina Cingano e della sua famiglia... Non resta quindi che applaudire la cooptazione di questo insigne economista nel board della banca d'affari più importante del Paese ed attendere pazientemente la nomina del nuovo Governatore della Banca d'Italia, che necessita della formalizzazione, come spiega Gianni Credit (grazie), da parte di 13 illustri sconosciuti.