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BANKITALIA/ Ecco il "clone" di Draghi che lotta per Palazzo Koch

Palazzo Koch, sede della Banca d'Italia (Foto Imagoeconomica)Palazzo Koch, sede della Banca d'Italia (Foto Imagoeconomica)

L’età - come il luogo di nascita - non è d’altronde decisiva per occupare una casella-chiave dell’organigramma istituzionale, in una fase delicatissima come quella corrente. E Tremonti può aver certamente insistito nel tenere sul tavolo la carta Grilli in contrapposizione frontale con la candidatura di Saccomanni (costruita da Draghi e tacitamente sostenuta dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano): però sarebbe altrettanto semplicistico porre la questione dell’indipendenza della banca centrale nazionale in termini di “Saccomanni tecnico versus Grilli politico”. Saccomanni non ha mai operato alle dipendenze dirette di Tremonti (o di un governo), ma è stato il numero due di Draghi, e ora, a Francoforte, dovrebbe essere uno dei 17 governatori del “Consiglio generale”, che dovrebbe sorvegliare l’operato del nuovo presidente Bce e dei suoi cinque colleghi nell’esecutivo.

Lorenzo Bini Smaghi - richiamato anticipatamente e non senza qualche polemica dall’Eurotower per far posto a Draghi - è cresciuto in Bankitalia ed è poi passato negli alti ranghi del Tesoro (Sace) prima di essere inviato a Francoforte: ora è lui stesso al centro di possibili voci di designazione “terza” in Bankitalia e anche contro di lui viene agitata l’accusa di “banchiere politico”. Ma un membro dell’esecutivo Bce (succeduto a Tommaso Padoa Schioppa) non è un candidato pressoché automatico a guidare una banca centrale nazionale dell’euro?

Christian Noyer è stato nominato presidente della Banca di Francia seguendo esattamente quel percorso, scambiandosi di ruolo con Jean Claude Trichet, designato al vertice Bce. Come Draghi - e Grilli - ha costruito il suo curriculum al Tesoro, non in Banca di Francia. E per approdare a Francoforte ha dovuto attendere quattro anni: per uscire indenne da un processo con pesanti imputazioni legate al crac Credit Lyonnais, il più grosso scandalo politico-bancario europeo precedente alle crisi della finanza globale. Lo stesso Trichet, nelle ultime settimane, ha vibratamente difeso l’indipendenza della Bce, ma non ha fatto una piega quando il governo Merkel ha sostituito (silurato) il membro tedesco dell’esecutivo, Jurgen Stark, per disallineamento sulle posizioni (politiche) di Berlino sul salvataggio greco.