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RETROSCENA/ Dopo il terremoto Fiat gli industriali "antipolitici" preparano il dopo-Berlusconi

Diego Della Valle (Imagoeconomica)Diego Della Valle (Imagoeconomica)

La Marcegaglia, invece, in luglio, ha tentato la creazione di un “tavolo unico delle parti sociali”, elogiato dal Quirinale, ma esteso perfino alla neo-leader della Cgil, Susanna Camusso. Ora questo tavolo si è ristretto alle organizzazioni imprenditoriali (compresa la tradizionale controparte creditizia Abi), ma non ha allontanato dalla leader uscente i sospetti di una “corsa politica in proprio”: probabilmente con una formazione centrista che taluni identificano nell’Udc di Pier Ferdinando Casini (genero di Francesco Gaetano Caltagirone). Ma è lo stesso piedistallo di voti da cui vorrebbe presumibilmente partire Montezemolo per aggregare un “terzo polo” forse a Fini o Rutelli.
Ma è coerente con questo disegno l’ennesimo “scarto” antipolitico di Della Valle? E quanto pesa lo “strappo Fiat” su questa stretegia in incubazione? È d’altronde noto come l’Udc non sia affatto disattento al progetto politico apertamente delineato del segretario del Pdl Angelino Alfano: far evolvere il partito verso posizioni di “sezione italiana del Ppe”. Con una governance diversa da quella del Pdl berlusconiano (che in fondo Montezemolo e Della Valle vorrebbero clonare) e con piattaforma di respiro socio-economico assai più ampio di quello di un semplice “partito dei produttori”.
È vero che l’arretramento della Lega Nord dall’iniziale rappresentanza politica dell’impresa minore - non tutelata da Confindustria e sempre premuta dal frontismo sindacale - offre spazi di manovra, sia sul versane politico che su quello associativo. L’uscita di scena della Fiat, per paradosso, offre al successore della Marcegaglia opportunità inattese di riforma strutturale e strategica: se verranno colte anche i sindacati dovranno accelerare sulla via del cambiamento.
Nel frattempo Berlusconi - in fase di riaggiustamento di rapporti con il suo super-ministro dell’Economia Giulio Tremonti - ha ancora in mano il pallino di un rilancio riformista: alla fine di ottobre (quando Mediobanca terrà la sua assemblea annuale, tradizionalmente nel giorno dell'anniversario della Marcia su Roma) molti dubbi saranno sciolti.

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