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FINANZA/ Draghi e banchieri, un dialogo fra sordi...

Mario Draghi (Foto Ansa)Mario Draghi (Foto Ansa)

I fondi sovrani dei paesi emergenti - come ha ricordato proprio dal palco del Forex il sindaco leghista di Verona Flavio Tosi - hanno dimostrato tutte le loro insidie proprio sullo scacchiere italiano: non è trascorso neppure un anno dal laborioso ingresso degli investitori statali libici al 7% in UniCredit e il dossier è già diventato un’emergenza geofinanziaria. Mentre a consolare i banchieri italiani non è certo bastata la constatazione mercatista del loro governatore sul fatto che se l’economia italiana marciasse allo stesso passo di quella tedesca, anche i loro conti economici sarebbero migliori.

 

Colpa della bassa crescita, cioè sempre “colpa del governo”? Per di più di un governo che - ha di nuovo lasciato intendere il Draghi più “americano” - farebbe bene alla fine ad abbassare le tasse? A Verona il governatore non era venuto a cercare applausi, ma in ogni caso non li ha avuti.

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