BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Rubriche

FINANZA/ Tremonti-Colbert e quel "segreto" delle banche italiane

Giulio Tremonti (Foto Imagoeconomica)Giulio Tremonti (Foto Imagoeconomica)

Ma sempre e solo di grandi banche e di “patrimoni del Paese” si parla attorno alle cronache riguardanti FonSai e il suo futuro dopo il disimpegno di Groupama; o del compromesso raggiunto sul vertice di Telecom, ancora una volta dal trio Mediobanca-Generali-Intesa, dominante nella holding Telco.

 

Il “colbertismo” di Tremonti sul terreno bancario è dunque più la realistica gestione politica di una situazione di fatto che una linea ideologica. L’Italia “bancocentrica” e la sua cornice strutturalmente mista esistono da prima dell’Unità: le grandi Casse di risparmio (a cominciare dalla Cariplo) il 17 marzo del 1861 erano già state fondate e in qualche caso molto sviluppate. Il sistema creditizio “capitalista” (quello che in Italia è stato incarnato dalla Banca commerciale italiana e dal Credito italiano) è venuto dopo e negli anni ‘30 era già in ginocchio. Fu allora che lo Stato fascista intervenne con l’Iri per tenerlo in piedi, ma in fondo per certificare il “dna finanziario” della penisola.