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FINANZA/ Parmalat, FonSai, Edison e Generali: chi sono gli "intoccabili" di Tremonti?

Giulio Tremonti (Foto Imagoeconomica)Giulio Tremonti (Foto Imagoeconomica)

È a questo punto che Tremonti - antimercatista impegnato a rafforzare velocemente veicoli come Cassa depositi e prestiti e Banca del Sud - passa all’azione senza farsi troppo pregare. Gli interventi ormai delineati di UniCredit a supporto di FonSai e di Intesa Sanpaolo a sostegno dell’italianità di Parmalat sono significativi in sé, ancor prima che vengano varate normative anti-scalata ostile estera (del resto messe in agenda perfino in Gran Bretagna). UniCredit e Intesa sono i “campioni nazionali” presidiati dalle Fondazioni e la loro “strategicità di base” viene ancora più enfatizzata: e aumentano le incognite sulle veloci ricapitalizzazioni chieste a gran voce dal Governatore Mario Draghi.

 

È ragionevole diluire il peso delle Fondazioni e favorire l’ingresso di altri soggetti esteri solo per allinearsi il più in fretta possibile ai parametri di Basilea 3? In ogni caso, il Governo la pensa diversamente ed è Tremonti a fare da pivot per i leader di grandi banche e grandi Fondazioni.

 

Resta certamente da capire come possa invece giocare in questo orizzonte il “fenomeno Della Valle”: un imprenditore dotato di capitali propri e apparentemente disposto a giocarli nel controllo di grandi realtà come Mediobanca, Generali o altro. Uno, dieci, cento Della Valle al tramonto del ventennio del premier-imprenditore? Di certo - ha sentenziato anche Il Sole 24 Ore in un commento domenicale -, il capitalismo finanziario italiano è per ora tornato bancocentrico (e parecchio dirigista): se mai è stato diverso e se anche non piace agli entusiasti della finanza globale, ormai già quasi rivestiti dei panni dei nostalgici.

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