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GENERALI/ E alla fine anche Draghi mollò Geronzi...

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È assai probabile che Geronzi abbia pagato non tanto una gestione disinvolta della comunicazione della compagnia, ma la sua scommessa definitiva: il progetto di sganciamento delle Generali da Mediobanca con il ritiro dei soci francesi da Piazzetta Cuccia e l’investimento massiccio nel Leone (presumibilmente con l’appoggio di Fininvest e Mediolanum). E non è da escludere che già si trattasse di un “piano B”, dopo il progressivo naufragio della scalata libica a UniCredit con la cacciata di Alessandro Profumo e poi il crollo del regime di Gheddafi.

L’integrazione della filiera UniCredit-Mediobanca-Generali sarebbe stata un “grande slam” e forse era ardita già nelle premesse. La francesizzazione delle Generali - sotto la garanzia istituzionale di Silvio Berlusconi e operativa di Geronzi - forse ancora a fine 2010 non appariva invece irrealizzabile. Ed è in fondo una nemesi che Geronzi getti la spugna quando il sistema-Italia si sta affannando a difendere dalle mire d’Oltralpe Parmalat, la società rinata dal crack per il quale l’ex presidente di Capitalia è sotto processo.

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