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FINANZA/ Il futuro della crisi tra la sfida di S&P’s e il “richiamo” di Draghi

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Tra questi c’è anche l’Italiano Mario Draghi: successore designato di Jean Claude Trichet e in passato top executive della Goldman Sachs. È un economista-banchiere che ha sviluppato il suo cursus sostenendo l’ortodossia irreversibile del mercato nel regolare la finanza: da ultimo firmando “Basilea 3”, che sancisce l’uso dei rating per concedere credito a chiunque, un grande Stato o un piccolo artigiano.

La sua posizione, in questi giorni, è una delle più delicate. Forse non è una coincidenza che, dall’America, Luigi Zingales - estimatore di Draghi - abbia rilanciato la candidatura del Governatore a premier di un governo di salute pubblica in Italia. È per ora una “boutade”, ma non banale. Il “richiamo” a Roma di Draghi consentirebbe senz’altro una gestione più efficiente del “commissariamento” europeo dell’Italia e d’altronde restituirebbe alla Germania la presidenza della Bce, la più importante nell’organigramma istituzionale.

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