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FINANZA/ Dietro l’incertezza del governo c’è l’ombra di Draghi?

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Se la maggioranza degli italiani non la vuole, il messaggio è per il super-tecnocrate Draghi e per tutti suoi fan italiani. Se le parti sociali sui “nuovi licenziamenti” cominceranno subito ad azzuffarsi, vuol dire che il “tavolo di salute pubblica” anti-governativo annunciato lo scorso luglio da Confindustria, Abi, sindacati e altre organizzazioni imprenditoriali, era fragile e posticcio: nonostante l’attenzione del Quirinale. Ma se alla prova dei fatti l’azione sui costi del settore privato dell’economia si mostra difficile, poco o nulla il governo ha mostrato di voler fare davvero sui cosiddetti “costi della politica”: sul ridimensionamento di un apparato pubblico che un paese come l’Italia non può più mantenere.

Rimane comunque, infine, l’impressione che il confronto - politico e di idee - attorno alla “manovra d’agosto” non ne abbia affrontato il merito anzitutto per poca convinzione di principio sui dossier fatti mulinare. La responsabilità è anzitutto e soprattutto di un governo in carica, ma non solo. In settimana Obama proverà a convincere gli americani della volontà di lottare per la crescita e l’occupazione in America, dopo aver probabilmente prestato troppa attenzione al salvataggio di un sistema finanziario che forse ha molto appoggiato la sua elezione nel 2008. Anche in Italia è forse il momento che chi governa recuperi iniziativa sul terreno del confronto politico sugli interessi reali dei cittadini-contribuenti (cioè dei cittadini legittimati dall’essere contribuenti onesti).Tutto può essere posto concretamente in discussione, a cominciare dal diritto dei giovani a essere un po’ meno disoccupati, un po’ meno precari e un po’ meno malpagati. Per far questo, ad esempio, si possono offrire a lavoratori “seniores” ad alto reddito percorsi di uscita che prevedano sacrifici progressivi delle retribuzioni (“para-licenziamenti”) e approdo modulato a trattamenti previdenziali meno ricchi dei precedenti.

Ma non si può annunciare un sabato la sospensione delle pensioni di anzianità e il successivo la libertà di licenziare senza minimamente toccare la ricchezza sommersa. Così, tra l’altro, chi governa ha più probabilità di perdere che di vincere le prossime elezioni. E non perché così hanno stabilito i “guru” di Cernobbio.

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COMMENTI
05/09/2011 - Ma perchè? (Mariano Belli)

Ma chi l'ha stabilito che la finanza, il capitale, debba avere la precedenza sugli interessi dello Stato e quindi di noi tutti? Forse gli americani nel '45, ma ormai è storia.....se la carta non deve avere più valore, allora che lo sia per tutti! Questo debito criminosamente accumulato dai precedenti governi va in parte rinnegato (cioè ridotto nel montante) come ha fatto l'Argentina, raggiungere e fissare il pareggio di bilancio per legge, investire nello sviluppo (e nel lavoro dei nostri giovani) tutti gli interessi che stiamo pagando ai nostri creditori (+ i tagli da fare alla politica), mandare a quel paese gli speculatori e tornare a vivere! Ditemi : dov'è che sbaglio? Ah, non abbiamo i potere di deciderlo....ok, aspettiamo lo tsunami, allora.....ci penserà lui....