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SCENARIO/ Privatizzazioni e liberalizzazioni: istruzioni per l’uso

Nella fase cresci-Italia è molto probabile che il governo di Mario Monti affronti il tema delle privatizzazioni e delle liberalizzazioni. Il commento di GIANNI CREDIT

Romano Prodi e Mario Monti (Foto Imagoeconomica)Romano Prodi e Mario Monti (Foto Imagoeconomica)

Anche nel giorno di Capodanno molti italiani hanno circolato per la rete autostradale, sborsando subito qualche euro in più di tariffa maggiorata in media del 3,1%. Di certo non saranno stati pochi quelli che hanno psicologicamente percepito il rincaro alla voce “austerità”: un effetto della manovra “salva-Italia”, come l’aumento delle rendite catastali ai fini della nuova Imu o quello previsto dell’Iva. L’adeguamento delle tariffe autostradali non è invece una “tassa” che s’incrementa per risanare le finanze pubbliche, né un “sacrificio” chiesto agli italiani per ridare sostenibilità al più ampio sistema-Paese, come la riforma previdenziale. L’aumento del pedaggio è invece un appesantimento del prezzo deciso da gestori privati in concessione, come la famiglia Benetton e i suoi soci in Atlantia, che si sono aggiudicati Autostrade per l’Italia una decina d’anni fa al culmine della stagione delle privatizzazioni.

I rincari sono stati annunciati autonomamente dall’Aiscat (l’associazione dei gestori) in base a una normativa sulla quale il governo Monti - in queste ore totalmente assorbito dalla preparazione della fase “riparti-Italia” - si è al momento guardato dall’intervenire. Secondo alcune anticipazioni, il Consiglio dei ministri del 28 dicembre avrebbe dovuto “approvare” gli adeguamenti tariffari annuali. Il comunicato di Palazzo Chigi segnala invece soltanto la nomina - su proposta del ministro Corrado Passera - di Pasquale de Lise (ex presidente del Tar del Lazio) a direttore generale della neonata Agenzia per le infrastrutture e i trasporti.

La nuova authority - come quella gemella per l’Energia - sarà chiamata per l’appunto a vigilare su prezzi, prestazioni, investimenti e sviluppo nei servizi offerti da gestori: soprattutto quelli nei settori in cui la liberalizzazione (e quindi la concorrenza) è più faticosa. L’Alta velocità ferroviaria è annunciata come il primo banco di prova: Ntv (promossa da imprenditori come Luca di Montezemolo e Diego Della Valle, alleati italiani del colosso pubblico francese Sncf) dovrebbe attivare nel 2012 un servizio concorrente con quello offerto finora in monopolio pubblico dalle Fs.

Nel frattempo, in ogni caso, i gestori della autostrade si sono riconosciuti l’adeguamento ordinario: per il 60% recupero dell’inflazione, per il 40% copertura di investimenti deliberati. In concreto, appesantiscono (non di poco) i costi di produzione per una porzione vasta dell’Azienda-Italia a fini di mantenimento dei propri livelli di profitto (Atlantia è quotata in Borsa) o - al massimo - scambiano entrate di cassa per coprire a stretto giro investimenti appena effettuati o da effettuare a breve solo con il vincolo di aumento dei prezzi. E tutto questo è il risultato di una delle privatizzazioni-chiave della “fase 1”, che già non ha mancato di far discutere: quando - nel 2006 - il secondo governo Prodi (il primo aveva consegnato le Autostrade ai Benetton) bloccò la sostanziale vendita del gruppo agli spagnoli di Abertis, fortemente sostenuti dal sistema bancario locale, proiettato verso gli investimenti immobiliari e infrastrutturali.