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SCENARIO/ Privatizzazioni e liberalizzazioni: istruzioni per l’uso

Romano Prodi e Mario Monti (Foto Imagoeconomica)Romano Prodi e Mario Monti (Foto Imagoeconomica)

Ci sono pochi dubbi che la “strategia Passera” farà leva sulla Cassa depositi e prestiti (controllata da Tesoro e Fondazioni) e sui fondi strategici misti da essa germinati. Guarda caso la prima operazione significativa del fondo F2i è stato rilevare dal Comune di Milano quote di minoranza di Autostrada Serravalle e di Sea: un’operazione di cassa di una grande municipalità che - nelle attese - potrebbe essere un blocchetto di partenza per operazioni infrastrutturali. Ma siamo già in zona grigia.

In piena “zona rossa” ci ritroviamo già d’altronde quando – è capitato una decina di giorni fa su Il Corriere della Sera - il solito Francesco Giavazzi ha invitato Monti a fare pressing vigoroso e veloce sulle grandi municipalità perché dismettano le loro quote di maggioranza nelle utilities (A2A, Iride, Hera, ecc.). Con il solito “manifesto” luccicante in vetrina: “privatizzare” serve a “liberalizzare” e quindi ad abbassare i prezzi finali per i consumatori e infine a migliorare la civiltà economica complessiva.

Non sorprende che lo stesso Giavazzi sia consigliere d’amministrazione di Autogrill: il monopolista “pendant” di Autostrade, il boccone d’assaggio delle pseudo-privatizzazioni prodiane presso i Benetton.

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