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SPILLO/ Se il governo gioca a "perdi-perdi"

Mario Monti (Infophoto)Mario Monti (Infophoto)

Sono mesi che il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, ripete che il Paese sta morendo di fisco e che l’Azienda-Italia va rianimata con segnali di fiducia, non con farmaci depressivi di dubbia prescrizione. Squinzi - un imprenditore “win-win” in Italia e fuori- lo ha ridetto ieri sera al “Circolo del Sussidiario” ed è stato molto applaudito da una sala folta di imprenditori: nonostante abbia realisticamente confermato di non prevedere una ripresa autentica prima del 2015. Ma quando l’aveva affermato la prima volta in primavera - sollecitando a tutti una scossa - il premier Mario Monti personalmente lo aveva tacciato di “disfattismo”.

Oggi il quadro previsionale della legge di stabilità accoglie la stima del Centro studi Confindustria di una recessione del 2,4% nel 2012 e di un primo semestre 2013 ancora negativo. Ma al posto della scossa il governo ha rinnovato una “sobria rassegnazione”: che sorprende un po’ nella retorica laica. Ma la grande crisi sta facendo giustizia anche di molti luoghi comuni di cultura civile.

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COMMENTI
14/10/2012 - Crippa... (Giorgio Allegri)

...ma che discorsi sono?! Il riordino delle detrazioni e deduzioni si può fare in tanti modi: per esempio, evitando che sia retroattivo. E poi non credo che Tremonti si sarebbe azzardato ad alzare l'Iva dei servizi sociali dal 4% al 10% oppure a toccare l'aliquota agevolata del 10% per portarla all'11%. Se ci avesse anche solo pensato si sarebbe trovato con mezza Italia in piazza e i "fucili" puntati contro di tutta la stampa. Ma se lo fanno i tecnici allora...

 
13/10/2012 - Lose - lose (Giuseppe Crippa)

Un riordino della pletora di detrazioni e deduzioni era stato deciso da Tremonti ben prima dell'avvento dell'attuale governo ed una semplificazione del sistema dovrebbe essere benvenuta da tutti (forse commercialisti esclusi...) Ovvio che nelle condizioni attuali questa operazione non poteva essere “a somma zero” per l'Erario ed altrettanto ovvio che nel rapporto Fisco – Contribuente non sono possibili accordi win – win.