BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Rubriche

FINANZA & POLITICA/ Una (prima) domanda a Mario Mauro

Mario Mauro, foto InfoPhotoMario Mauro, foto InfoPhoto

Le organizzazioni imprenditoriali, pressocché compatte, chiedono al governo italiano - cioè alla “governance” europea - una correzione di rotta sul rigore fiscale (plasticamente formalizzato nel “pareggio di bilancio” come principio costituzionale): le banche, in particolare, sollecitano una maggior tutela europea delle “pari condizioni” regolamentari per dare il maggior sostegno creditizio possibile a famiglie e imprese.

Un accordo d’intenti su produttività e mercato del lavoro è stato faticosamente raggiunto - sul tavolo del governo - fra le Parti sociali, ma a prezzo di un’ennesima spaccatura sindacale:  qual è il nuovo punto d’equilibrio fra flessibilità e sicurezza sociale? Bersani sfida la “rivoluzione liberale fallita” di Berlusconi rivendicando le proprie “lenzuolate di liberalizzazioni” a beneficio dei cittadini-consumatori: qual è la risposta - almeno programmatica - di forze politiche che da sempre rappresentano la “libera iniziativa economica” sancita dall’articolo 41 della Costituzione? Telecom, Eni, Enel, Finmeccanica, Intesa Sanpaolo, UniCredit, Generali sono imprese “strategiche” per l’Azienda-Paese? Qual è il ruolo delle Fondazioni e della Cassa depositi e prestiti nella “new economy” italiana?

La prima domanda, tuttavia, per Mauro è quasi d’obbligo. Gli ultimi - e forse definitivi attacchi - a Monti su temi di “agenda” sono seguiti a una sua riflessione sull’opportunità di ristudiare il “finanziamento della sanità in Italia”. Il sistema sanitario è uno degli ambiti più leggibili in chiave di confronti europei:  come vede un deputato italiano del Ppe al Parlamento europeo la sanità italiana? Al massimo cinque riflessioni, almeno una proposta. Grazie.

© Riproduzione Riservata.