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FINANZA/ I "compiti a casa" per Passera che studia da Premier

Corrado Passera (Infophoto)Corrado Passera (Infophoto)

Il vero “compito a casa” di Passera è questo: intervenire subito sul costo delle forniture energetiche per tutte le aziende italiane. E a questo fine, non basta l’impegno sul terreno dell’ingegneria finanziaria, come nei primissimi giorni del mandato ministeriale per sciogliere la partita Edf-A2A su Edison; oppure per inserire lo sganciamento di Snam Rete Gas dall’Eni nel manifesto liberalizzatorio, ma nel medio termine e con tutt’e due gli occhi puntati sulla Borsa.

Questo è il modo di procedere del “mini-Passera” di palazzo Marino, lo spericolato assessore Bruno Tabacci, infervorato a (s)vendere quello che non dovrebbe essere venduto: come la quota di A2A che, invece, dovrebbe essere una leva per costruire una “E.on italiana”, vera concorrente di Eni e Enel e alternativa di tutte le British Gas nella costruzione di infrastrutture energetiche. Certo i  politici - al governo e nei Comuni, in una democrazia di mercato  - dovrebbero delineare strategie, fissare percorsi e quadri di regole, incentivi e freni; e controllare infine quello che fanno le aziende di cui sono eventualmente ancora  azionisti strategici. Perché Passera non riscrive un decreto-liberalizzazioni aprendo il  mercato della produzione e distribuzione energetica?

Ma su un piano più squisitamente politico-economico, il ddl Fornero sul mercato del lavoro è debole perché strategicamente vecchio e monco. A parte il mantenimento di un muro anacronistico fra settore privato e Pubblica amministrazione (questa sì è la vera azienda in grave crisi economica), continua a occuparsi di un’economia classista, fatta di padroni e lavoratori dipendenti, questi ultimi divenuti precari o disoccupati cronici proprio all’interno di una logica produttiva ancora lontana da una realtà più che emergente: tutti siamo e saremo sempre di più lavoratori indipendenti, come minimo imprenditori di noi stessi.

Certo che di fronte al 30% di disoccupazione giovanile non si può giocare a tutto campo per mezzo campionato, ma bisogna vincere qualche partita subito, con catenaccio e contropiede. Certo che ci vorrà tempo per ridimensionare un mostruoso sistema universitario che ospita confortevolmente “over 25” in attesa di  diventare filosofi da call center. Certo che a promuovere per via fiscale l’imprenditoria giovanile - o la neo-imprenditoria senile degli “over 50” licenziati - si rischia di regalare sgravi alla “ndrangheta dei colletti bianchi”: peggio delle migliaia di falsi invalidi prodotti da un’altra stagione assistenziale.

Però, un ministro dello Sviluppo che si candida a premier (politico) non può non sapere fin da oggi che si propone per la guida di un Paese di “imprenditori di se stessi”: che è e resta cosa diversa da un “popolo di partite Iva”, folto, alla fine, di evasori con la giustificazione pronta. La “politica industriale” è, al nocciolo, fare sussidiarietà a milioni di italiani che dovranno sempre più cavarsela da soli: che il problema dell’articolo 18 non l’avranno mai e non hanno neppure bisogno di un - troppo semplice - “decreto semplificazioni”.

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COMMENTI
26/03/2012 - La magnanimità di Credit (Giuseppe Crippa)

Trovo ammirevole (sul serio, senza alcuna ironia) la grandezza d'animo di Gianni Credit che in questo bel pezzo non nasconde la sua relativa stima per il ministro Passera, che anche a me non sembra personaggio all'altezza delle sue ambizioni, ma contemporaneamente gli da suggerimenti tanto corretti quanto disinteressati. La prima emergenza del lavoro nella nostra Italia senza materie prime ma con un tessuto industriale diffuso secondo in Europa alla sola Germania è il costo dell'energia (e l'art. 18 è la seconda...): fa benissimo Credit a ricordarlo a Passera, ma temo sia un suggerimento destinato a rimanere inascoltato (chi mai si farebbe dei nemici dodici mesi prima di chiedere il consenso della gente? E infatti Passera si guarda bene dal sostenere la Fornero)

 
26/03/2012 - premierato a chiamata (francesco taddei)

io non credo che esistano politici super partes "illuminati" sul sentiero del bene comune. il ministro passera (ministro non eletto, come tutti gli altri)non fa tutte queste cose perchè ritiene che ve ne siano altre più importanti. un atteggiamento molto poco tecnico e molto politico.