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SPILLO/ Finmeccanica, Rai, FonSai: le grandi manovre di Passera

Corrado Passera (Infophoto)Corrado Passera (Infophoto)

Non dimentichiamo che Passera - ora attraverso anche il suo ex manager in Intesa Mario Ciaccia - ha lo sviluppo infrastrutturale come triplice “mission”: ieri super-banchiere, oggi super-ministro tecnico, domani probabile leader politico, forse addirittura candidato premier. Di quale schieramento? Molto probabilmente non del Pd; non facilmente di un raggruppamento di centro come quello che sta immaginando il leader Udc Pierferdinando Casini. Più facile vedere Passera punta di diamante di un “nuovo Pdl”. Successore designato di Berlusconi (diciamo al posto che avrebbe potuto essere di Giulio Tremonti o di Luca di Montezemolo). Aperto ad alleanze centriste, anche grazie ai solidi network nel mondo cattolico. Ma non sgradito, Passera, neppure alla Lega Nord: grazie al lungo passato di banchiere settentrionale e - ora - alla capacità di interpretare tutte le insofferenze - “romane” e “milanesi” - per l’inchiesta Finmeccanica (delle attenzioni del super-ministro per la strategica industria energetica questa rubrica ha già scritto a lungo: dal risiko delle grandi utilities fino al cruciale sganciamento di Snam da Eni).

 

P.S.: Non avrebbe torto chi - anche alla fine di questo brogliaccio - facesse notare che Passera dovrebbe dedicarsi giorno e notte allo “Sviluppo”, la vera emergenza nazionale per la quale è stato chiamato al governo. È vero, per la crescita il “super-ministro della crescita” non ha fatto finora nulla di nulla. Ha solo un paio di attenuanti. La prima è che lui è stato sì un brillante “bocconiano dell’anno”, ma in Bocconi non ha mai preteso di insegnare e tanto meno ne è stato rettore-presidente-pontefice massimo come il premier Mario Monti. Where are you Mario, dove sei finito Mario? E a proposito di “Big Marios”: il presidente della Bce, Mario Draghi oggi lamenta apertamente l’austerity germano-centrica. Ma non è forse lo stesso Draghi che lo scorso agosto ha co-firmato una letterina in cui da Francoforte si ingiungeva al governo italiano (solo al governo italiano) una cura da cavallo, prontamente seguita a base di tasse e pensioni? Where were you Mario, dov’eri allora Mario?

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COMMENTI
30/04/2012 - essere chiamati per lavorare per uno scopo (francesco taddei)

intanto le piccole e medie imprese, spina dorsale del sistema italia, traslocano, chiudono o drammaticamente vedono il suicidio dei loro imprenditori, perchè senza il credito delle banche, beneficiarie, loro sì di paccate di soldi, sono alle strette. ma lo sviluppo, il ministro, per chi lo fa?