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BANKITALIA/ I silenzi di Visco stretto tra Draghi e Monti

Ieri Ignazio Visco ha tenuto le sue prime Considerazioni finali in veste di Governatore della Banca d’Italia. GIANNI CREDIT ci aiuta a comprendere meglio il contenuto della relazione

Ignazio Visco con Fabrizio Saccomanni (Infophoto)Ignazio Visco con Fabrizio Saccomanni (Infophoto)

Al di là dell’usuale coro di consensi, il primo 31 maggio di Ignazio Visco ha lasciato più di un uditore fra il deluso e l’interdetto. Non per il merito delle “Considerazioni iniziali” del neo-Governatore, come sempre poco discutibili sul piano dell’analisi e dell’utilità. Piuttosto, ieri in Via Nazionale per l’assemblea 2012 della Banca d’Italia c’erano personaggi che hanno potuto ascoltare dal vivo le poderose lezioni di Guido Carli e Paolo Baffi, i fermi “memorandum” di un Carlo Azeglio Ciampi, le sottili e colte polemiche anti-globaliste di Antonio Fazio o - ultimamente - il piglio cosmopolita e mercatista di Mario Draghi.

Non c’è dubbio che Visco ha almeno “tutto un mandato davanti” (sette anni) per delineare il suo personaggio e il suo stile. E che la cornice del suo intervento di ieri - il primo veramente istituzionale da quando è entrato in carica - era la meno facile: lo spread italiano a 467, la crisi spagnola che replica sempre di più quella greca; un governo sotto pressione sulla spending review, un establishment finanziario in subbuglio per l’arresto dell’ex presidente della Bpm, Massimo Ponzellini o per il preannuncio di dimissionamento per l’amministratore delegato delle Generali, Giovanni Perissinotto. In platea, a palazzo Koch, Giorgio Squinzi, un presidente della Confindustria “non mandato dalla Fiat”, e un leader dei banchieri, Giuseppe Mussari, stretto fra l’inchiesta Mps e - ancora di più - dal pressing dell’Europa sui bilanci delle banche italiane.

In un 31 maggio così, non ha in fondo stupito che la Relazione sia stata smilza e fin troppo tecnica. Del resto non è facile parlare a Roma un’ora dopo che Mario Draghi è intervenuto al Parlamento europeo accelerando sull’utilizzo del Fondo salva-stati per ricapitalizzare le banche spagnole crivellate dalle schegge della “bolla immobiliare” e dall’attacco speculativo ai Bonos. Resta il fatto che - nel Visco pensiero - l’appello al Governo a non eccedere nella pressione fiscale è contenuta in una riga nella penultima pagina: è un titolo di giornale, non il ragionamento di un banchiere centrale. Né d’altronde è possibile pensare che Visco non abbia proprie idee “chiare e distinte” su come afferrare per le corna il dualismo “rigore/stimolo” che sta ormai impegnando il cancelliere tedesco Angela Merkel contro il resto dell’Occidente in crisi.