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SPILLO/ Monti e Guzzetti, quel "partito della sussidiarietà"

Giuseppe Guzzetti (Infophoto)Giuseppe Guzzetti (Infophoto)

Però, il ragionamento si muove tutto all’interno di un “duetto” inimitabile tra l’attuale presidente della Fondazione Cariplo e il figlio dell’ex direttore generale della Cariplo di Giordano Dell’Amore. “Mi sento orgoglioso di essere italiano quando so che Obama la chiama per avere consigli”, dice Guzzetti. E Monti, tutt’altro che “algido”: “Certe cose le ho respirate in casa”, modello lombardo, quando la Cariplo e la Bocconi erano - più di oggi - espressioni diverse di una stessa visione “milanese” delle cose.

Monti e Guzzetti non fonderanno mai un nuovo partito, non correranno alle prossime elezioni: non ne hanno bisogno. Così come la sussidiarietà rimane una strategia evolutiva della vita civile e fallirà se diventerà un progetto politico o un partito. Però non è certamente casuale che il “cattolico democratico” Guzzetti e il “cattolico liberale” Monti si ritrovino nella “politica ultraliquida” del giugno 2012 a condividere la leadership reale del virtuale “partito della sussidiarietà”.

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