BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Rubriche

MPS/ Un “salasso” che chiama in causa Grilli e Draghi

InfophotoInfophoto

Del potenziale “salasso” di oggi non sarebbe quindi inopportuno chiedere conto anche ai due super-tecnici nel frattempo promossi a ministro e a Governatore della Bce: esattamente come delle rischiose scelte anti-rischio adottate dal Tesoro negli anni ‘90 (con Draghi direttore generale e Grilli braccio destro). “Salassi” che - potenziali o reali - nulla hanno a che fare con le debolezze strutturali dell’economia e della finanza pubblica dell’Azienda-Italia. Il cui bistrattato sistema bancario è uscito quasi definitivamente sulle proprie gambe dalla crisi.

L’eccezione è sicuramente il Montepaschi, cui tuttavia è stato consentito di proseguire lungo una traiettoria anomala di città-banca, insostenibile nelle dimensioni che ha ormai raggiunto Rocca Salimbeni. Per questo, in fondo, non sarebbe male che Mps venisse simbolicamente “ri-nazionalizzato” per essere definitivamente privatizzato: con al vertice Alessandro Profumo, il cui avvento nell’establishment finanziario italiano come quarantenne amministratore delegato del Credit appena privatizzato vent’anni fa, fu uno degli effetti più positivi di quella stagione.

© Riproduzione Riservata.