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FINANZA E POLITICA/ Popolare di Milano fra mohicani e gattopardi

Lambero Dini (Infophoto)Lambero Dini (Infophoto)

Con lui lavorerebbe Davide Croff, nominato pochi giorni fa consigliere delegato ad interim, dopo aver già seduto in Consiglio di gestione Bpm nella squadra Montani. Ancora una volta: chi può contestare il profilo manageriale di un ex direttore finanziario della Fiat ed ex amministratore delegato della Bnl? Per far tornare i conti servono comunque anche alcune centinaia di milioni di aumento di capitale, prima che arrivi la severa “visita di leva” da parte dell’Unione bancaria: il 2014 è già alle porte.

Saremo stucchevoli (e vedremo quindi di riscrivere a breve di Bpm solo in occasione di svolte reali): l’affaire Bpm - ormai stucchevole - troverà una sua soluzione solo con un’aggregazione, meglio se con un’altra Popolare italiana. I dipendenti-soci della Bpm, invece di affidarsi a vecchie volpi romane, avrebbero fatto meglio/farebbero ancora meglio a darsi un vertice e una strategia adatti a uscirne avendo ancora un ruolo nella loro Popolare. Invece preferiscono galleggiare sulle sabbie mobili di piccoli privilegi e piccole carriere che la ristrutturazione del sistema bancario indotta dalla crisi spazzerà via comunque. 

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