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SPILLO/ Generali, Standard & Poor's e le macchine del fango

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Eppure, fra un’eccezione e una questione tecnica, il Gip di Trani non deciderà prima del 18 febbraio: se poi deciderà. Nel frattempo la Procura di Milano - leader istituzionale nella lotta alla criminalità finanziaria e superaggressiva da Tangentopoli fino al crac Parmalat - ha archiviato un fascicolo contro la stessa Standard & Poor’s: con un “timing” accelerato che - certamente sul piano mediatico - ha oggettivamente aiutato l’agenzia Usa.

Anche sulle agenzie di rating, l’Italia che vuole ripartire deve mettersi d’accordo: se è una “macchina del fango” mandiamola e giudizio a Trani, checché ne pensino a Milano o a Wall Street. E se lo è per le Generali, la Banca d’Italia lo ammetta d’ora in poi in tutte le sedi opportune - di politica finanziaria e creditizia - nelle quali è stata come minimo silente per anni. E se lo è stata (con successo e soddisfazione di molti) con un premier italiano del recente passato, attendiamoci che lo possa essere anche con qualche premier del futuro prossimo.

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