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FINANZA E POLITICA/ Quegli attacchi sfiatati a Guzzetti e Bazoli

Giovanni Bazoli e Giuseppe Guzzetti (Infophoto)Giovanni Bazoli e Giuseppe Guzzetti (Infophoto)

Se d’altronde in Lombardia l’affermazione di Maroni ha creato una scenario tranquillamente evolutivo (nel nuovo cda della Cariplo è riconducibile alla Lega Nord solo il docente bocconiano Cristian Chizzoli), la riconferma di Napolitano sembra rappresentare un argine verso eccessi mediatici nella gestione di inchieste giudiziarie, come quella che certamente proseguirà sul Montepaschi.

La riconferma “en plein” di Guzzetti in Cariplo – basta scorrere la lista dei 40 della Ccb e soprattutto dei 9 del cda, fra cui  i vicepresidenti confermati Carlo Sangalli e Mariella Enoc – e quella di Bazoli (idem) non è quindi figlia del caso, ma di un ennesimo “principio di realtà”, contro cui si sono infranti gli ennesimi “desiderata” di molti. I quali pensavano che – nel 2013 – fosse possibile far entrare un disturbatore nel consiglio di sorveglianza Intesa spacciandolo per candidato dei soliti “investitori internazionali”,  facendolo certificare dall’Assogestioni. Oppure ricamano ora sull’ingresso nel consiglio di gestione di questo o di quel manager senza rendersi conto che la vera svolta – l’approdo di Gian Maria Gros Pietro al vertice dello stesso consiglio di gestione – è avvenuta su decisione di Guzzetti, Chiamparino e Bazoli.  Non è quindi improbabile che nei prossimi tre o sei anni (i nuovi mandati di Bazoli e Guzzetti) leggeremo nuove raffiche di articoli “frustrati” contro un sistema finanziario che si riorganizzerà al suo interno avendo sempre più come piattaforma le Fondazioni e le “loro” banche (Intesa, UniCredit, Cdp): baricentro del riordino del sistema bancario (a cominciare da Mps) e del rilancio di politiche pubbliche di sviluppo.         

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