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FINANZA E POLITICA/ Quale ripartenza per Bankitalia (con Rossi)

Il nuovo dg di Bankitalia, Salvatore Rossi - InfophotoIl nuovo dg di Bankitalia, Salvatore Rossi - Infophoto

P.S.: Ieri si sono celebrati i funerali di Giulio Andreotti, considerato forse il più acerrimo nemico di Bankitalia nella storia repubblicana in quanto discusso protettore di Michele Sindona. Tra i “peccati” che gli sono stati ascritti nei necrologi vi è la crisi del 1979, quando al governatore Paolo Baffi fu ritirato il passaporto, mentre il vicedirettore generale Mario Sarcinelli fu addirittura arrestato dalla Procura di Roma per il caso Sindona.

Non c’è qui lo spazio e neppure l’intenzione di rammentare quelle vicende complesse: nelle quali, peraltro, il ruolo di Andreotti - in quanto “mandante” dei magistrati - fu e rimase solo presunto. Quello che invece preme qui dire è che di tutto l’Italia ha bisogno oggi fuorché di un’assenza di sintonia fra il governo e la sua banca centrale: di un governo che non ascolti una Banca d’Italia autorevole; di una Banca d’Italia (allora quella di Guido Carli assai più che quella di Paolo Baffi e quindi di Carlo Azeglio Ciampi) che giochi partite proprie - politiche e bancarie - discostandosi dalla missione istituzionale di massima authority indipendente a tutela della stabilità economico-finanziaria del Paese.                   

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