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SPILLO/ Se Maroni vola Emirates da Malpensa a New York

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Affermare che Malpensa (che perderà subito 200mila passeggeri a favore di Linate ricolonizzato da Ali-had) sarà “lo scalo del Nordovest italiano” è anzitutto un’offesa all’intelligenza degli elettori (anche) di Lupi: salvo forse che alla convenienza dei tassisti milanesi, storici tifosi di Linate a patto che la linea 4 della metropolitana non sia mai realizzata (è d’altronde così che i taxi a Milano costano più che a New York: a cominciare dalla tariffa “flat” dall’aeroporto fuori città).

L’unica alternativa allo strapotere della “banda della Magliana” appare comunque suggerire al presidente della Lombardia - quando lo rincontreremo sul volo Emirates, ammesso che non venga cancellato dai magistrati amministrativi romani - di scorporare Malpensa dalla Sea e di farne una partnership con la compagnia di Dubai. Solo quando Emirates o i fondi sovrani che vi orbitano attorno potessero investirci soldi veri, il “valore Malpensa” finalmente emergerebbe. Un “volano Expo” - non l’unico - è questo: Milano non può non afferrarlo per non disturbare lo scalo, la compagnia aerea e i palazzi assortiti - direbbe Lupi - “del Centro Italia”.

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