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SPILLO/ Caso Riva: quel doppio sequestro che colpisce la civiltà giudiziaria in Italia

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Non è la prima volta che assistiamo a “procedure di estrema urgenza” (questa l’ordinanza del magistrato milanese ieri) sui ”soldi degli altri”, soprattutto se molti. Quasi dieci anni fa la Procura di Milano “arrestò” il 40% di AntonVeneta che la Popolare di Lodi aveva raccolto in una libera competizione di Borsa. Quattro mesi dopo un giudice milanese rivendette quel pacchetto ad Abn Amro (e ricorderemo fino alla noia che il gruppo olandese non aveva i quattrini per pagare, fallì l’anno dopo e rivendette l’AntonVeneta al Montepaschi, quello delle prima pagine di questi giorni sugli stress test Bce).

Ma c’è qualcos’altro che ancor di più sorprenderebbe negativamente: se il ministro della Giustizia del governo Renzi - Andrea Orlando, lo stesso che ieri ha definito “non normale” la procedura di interrogatorio del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano sulla presunta trattativa Stato-mafia - non avesse nulla da dire sul “doppio sequestro” imposto ai Riva. È questa la civiltà giudiziaria che Renzi sostiene ogni giorno di voler ripristinare in Italia? 

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COMMENTI
31/10/2014 - commento (francesco taddei)

il signor riva aveva degli obblighi verso la sua azienda e verso la salute dei cittadini, in cambio dei quali poteva trarne un profitto. ha guardato solo a questo senza tutelare la gente a rischio. quei soldi non sono i suoi. e lei non è nessuno per appiopparmi la stessa morale speculativa del signor riva. e forse anche la sua.

 
29/10/2014 - I soldi sono soldi... (Giuseppe Crippa)

Caro signor Taddei, come Credit preferirei che in caso di contenzioso le decisioni finali sull’uso dei miei soldi le prendesse una Corte di Cassazione e non un GIP qualunque, ovviamente in tempi decenti se non proprio brevissimi. E questo indipendentemente dall’ipotetico uso che lo Stato volesse fare di quei soldi. Mi stupirei se, trattandosi dei Suoi soldi, lei pensasse in modo diverso.

 
29/10/2014 - commento (francesco taddei)

viviamo in un paese dove i prenditori nostrani hanno saccheggiato lo stato grazie a venditori abusivi come prodi, amato, d'alema (imprenditore vinicolo). poi un a.d. straniero fa la cresta sulla sicurezza, la fabbrica esplode(TK-torino) e il giudice sentenzia che la pena è troppo alta e la confindustria applaude. adesso se vengono sequestrati i soldi di riva per risanare un ambiente rovinato in modo da renderlo sano ci lamentiamo? i Riva sono in disgrazia per colpa loro. ma grazie alle nuove impunità del parlamento e da voi giornalisti che li appoggiate, potranno presto rifarsi a nostro discapito. un po' come gli Agnelli, travestiti da Lupi.