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FINANZA E POLITICA/ Se Nagel è "testimonial" per la riforma della giustizia

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Il 6 novembre, in sordina, l’assemblea dei tutti i membri della Procura meneghina riunita da Edmondo Liberati è stata interpretata da molti come il passo d’addio di un capo che (di fatto sfiduciato sia dal Csm che dal Consiglio giudiziario di Milano) non verrà riconfermato e sarà collocato in pensione, mentre Robledo sarà probabilmente trasferito. L’anno prossimo a Milano arriverà dunque un nuovo procuratore capo e non è improbabile l’approdo di un autorevole profilo esterno chiamato a ridare normalità al lavoro della più importante Procura italiana. Inevitabile anche immaginare un ridisegno completo degli incarichi fra gli aggiunti (fra i quali oggi compaiono Francesco Greco ai reati finanziari e Ilda Boccassini all’antimafia). Inevitabile anche che questo passaggio segni simbolicamente la fine di un’era nei rapporti fra magistratura, politica, economia: da Mani Pulite in poi.

Non deve quindi sorprendere se un pm come Orsi segnala un “ritorno al lavoro”, fugando da sé ogni lontano sospetto di aver anche lui “dimenticato un fascicolo”, anche se forse suo malgrado. Un magistrato che, probabilmente, vuole anche recuperare tempo nei confronti delle ripetute accelerazioni della Procura di Torino: che sta indagando sugli aspetti aziendali e contabili del dissesto FonSai. Un magistrato che, non da ultimo, propone legittimamente il suo profilo per la futura riorganizzazione del vertice della Procura.

Tutto bene o quasi o forse non del tutto. Vista, ad esempio, dal punto di vista di Renzi, del ministro della Giustizia Andrea Orlando, del neo-presidente del Csm Giovanni Legnini, la vicenda può essere significativa di inquirenti che tengono sotto indagine infinita persone o imprese chiave nell’economia del Paese; oppure di magistrati che lavorano sulla base di criteri di concorrenza interna alla magistratura. Se Nagel si ritrova in una posizione doppiamente scomoda (indagato quasi in attesa di giudizio e “testimonial” per la riforma della giustizia) Orsi ha certamente una chance per dimostrare che la giustizia in Italia sa essere (nuovamente) efficiente ed efficace.

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COMMENTI
17/11/2014 - Nagel, porti pazienza... (Giuseppe Crippa)

Se non capisco male l’ultima frase dell’articolo di Credit si può leggere come un pressante invito al dott. Orsi ad archiviare il caso Nagel – Famiglia Ligresti sulla base del fatto che Nagel è già stato giudicato innocente dai consiglieri e dagli azionisti di Mediobanca (vedi l’inciso nella prima parte dell’articolo). Credo anch’io che indagini lunghe due e più anni siano molto discutibili ma … mi spiace: le lungaggini della giustizia le stiamo sopportando tutti noi italiani e non mi paiono giuste soluzioni “ad personam”. Nel caso dietro lo psudonimo Credit si nasconda Nagel stesso o qualche suo collega ed amico ribadisco il mio sincero dispiacere ma resto della suddetta opinione.