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SPY FINANZA/ Derivati di Milano, quel cartellino rosso dei giudici al loro procuratore

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Attendiste si stanno invece mostrando molte procure in giro per l’Italia attorno a dossier di “finanza difficile”: a cominciare da quella di Siena sul dissesto Mps (aggravato dall’uso di derivati con grandi banche internazionali). Anche di recente abbiamo criticato le cautele degli inquirenti toscani, apparentemente più interessati alle più piccole malversazioni di alcuni dipendenti del Monte: ma rispetteremo, pur con qualche fatica, l’eventuale attenzione per una “ragion di Stato bancaria”, ammesso che ci sia.

Si possono riaccendere le luci del circo mediatico-giudiziario sul crac della terza banca italiana, quanto meno non contrastato a dovere dalla Vigilanza Bankitalia? Si può farlo ora che 240 ispettori della Bce stanno calando dal Nord Europa per levare la pelle agli attivi delle banche italiane? Si può farlo ora che il governo di Matteo Renzi avrà un disperato bisogno del sistema bancario domestico per rilanciare l’economia? (Si può farlo ora che un leader Pd - appena issatosi a Palazzo Chigi dopo vent’anni di berlusconismo - sta giocando il suo futuro elettorale contro il populismo grillino, radicalmente anti-bancario?)

Certo, il Montepaschi (oggi affidato alla presidenza di Profumo…) è stato riserva indiana del partito di cui il toscano Renzi è segretario-premier. Ma anche il presidente democratico degli Stati Uniti - eletto sette settimane dopo il crac Lehman Brothers - ha lasciato che ai banchieri di Wall Street non venisse mai torto un capello: al massimo qualche comparsata fastidiosa davanti a qualche commissione del Congresso.

Attendista si è mostrata la stessa Procura di Milano - oggi guidata da Edmondo Bruti Liberati, con l’”aggiunto” Francesco Greco ai reati finanziari - su un altro fascicolo di “finanza cattiva”: il dissesto Premafin-FonSai. Partita nel 2012 con il clamoroso caso del “pizzino” siglato dall’amministratore delegato di Mediobanca, Alberto Nagel, alla famiglia Ligresti, l’inchiesta del sostituto Luigi Orsi si è fatta sorpassare l’anno scorso da quella torinese: che in sei mesi è corsa dagli arresti ai patteggiamenti e ai rinvii a giudizio. Altrettanto attendista- riferiscono altri rumor - sarebbe la Procura di Brescia, che da tempo ha i fari accesi sulla crisi finanziaria della Carlo Tassara, holding del gruppo Zaleski. Forse Robledo è rimasto solo a difendere il leggendario “rito ambrosiano”? 

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COMMENTI
10/03/2014 - Nulla di nuovo. (luciano dario lupano)

Sono tutti amici ma soprattutto checche' se ne dica qualcuno, i soliti, è "piu' uguale davanti alla Legge!!