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SPILLO/ Quel fango contro Guzzetti

Giuseppe Guzzetti (Infophoto) Giuseppe Guzzetti (Infophoto)

L’intero cda di Terna è risultato infine composto da figure condivise fra i due “shareholder” della holding di controllo. Il nuovo amministratore delegato, Matteo Del Fante, viene dalla stessa Cdp dov’era direttore generale. Altri due consiglieri vengono dagli organi di vertice di grandi Fondazioni: come il legale milanese Carlo Cerami (Cariplo) o il manager romano Fabio Corsico (Crt, ma in precedenza capo di gabinetto del Tesoro). Scoprire tre settimane dopo la stretta finale delle prime nomine di Renzi, che il presidente dell’Acri è stato oggetto di una o più telefonate di “sollecito” a proposito di Terna è come aver scoperto (non attraverso intercettazioni giudiziarie, ma nelle cronache ordinarie) che il premier Matteo Renzi ha cambiato più e più volte la lista dei ministri durante le tre ore trascorse lo scorso 21 febbraio al Quirinale: con un orecchio incollato al telefono (ci si augura non intercettato) e l’altro rivolto alle “sollecitazioni” (istituzionali) del capo dello Stato.

Per non parlare - ovviamente - dell’intrico di colloqui personali e telefonici nel quale sono maturate le nomine ai vertici di Eni, Enel, Poste, Finmeccanica, Ferrovie. Telefonate che (forse) non ascolteremo mai: come non vorremmo che venissero registrate e diffusi contatti (magari con noi protagonisti) per l’elezione di un sindaco o la nomina del presidente della polisportiva. Non è forse l’opinione pubblica che si autodefinisce più “democratica” quella che ha il suo beniamino in Edward Snowden, grande accusatore dello spionaggio globale dei governi ai danni delle libertà civili individuali e della fisiologia democratica?

 

P.S.: Appena tre giorni prima di elezioni europee dal forte sapore politico; dopo conflitti pubblici senza precedenti fra i magistrati inquirenti di Milano; a meno da due mesi dal rinnovo del Csm; all’indomani dell’annuncio da parte del governo dell’intenzione di avviare a breve una riforma della giustizia, oggi lo stesso Csm potrebbe procedere con un blitz alle nomine dei capi di tre procure strategiche: Torino (il successore di Giancarlo Caselli, chiamato a presidiare il fronte Tav); Firenze (la procura che vigila sull’ex sindaco Matteo Renzi, al momento premier senza immunità parlamentare) e Bari, l’ufficio che indaga a più livelli sull’ex premier Silvio Berlusconi. 

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