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SPILLO/ Mondadori e Mediaset: l'imprenditore Berlusconi al bivio

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E sotto questo profilo la proposta di Telefonica (formalmente una "public company", sostanzialmente auto-controllata dal sistema-Spagna per via dei suoi colossi bancari) appare intessuta di interessi-Paese: Madrid non sembra gradire che soggetti come Al Jazeera penetrino nel proprio sistema-media. E forse vuole anche accompagnare alla porta Silvio Berlusconi, da tempo "indesiderabile" in molti Paesi europei per i suoi legami politico-finanziari con la finanza russa e mediorientale.

Formalmente Mediaset ha tre strade davanti a sé: rilanciare interamente sullo scacchiere a un prezzo superiore per la quota Prisa; proporre a Telefonica di proseguire la partnership azionaria (anche con pesi diversi rispetto a quelli attuali); oppure utilizzare il diritto di trascinamento vendendo al gruppo tlc il suo 22% per 295 milioni (ma più verosimilmente a 355). Certo – Mondadori o Mediaset – non s'è ancora mai visto il Cavaliere arretrare, alzarsi da un tavolo importante per il suo "core business". Il quale però sembra mostrare l'età del suo titolare oltreché le rughe della recessione e quelle della rapida trasformazione del settore:  basti solo pensare alla complicata partita per l'assegnazione dei diritti televisivi della Serie A. Una matassa che vede Cologno Monzese indietro nelle offerte rispetto a Sky, che in base alla valutazione economica si dovrebbe assicurare i pacchetti con i match di cartello sia sul satellite che sul digitale.

Certo, sullo scacchiere mediatico-finanziario non è sfuggito, in questi giorni la richiesta di una nuova frequenza digitale da parte di La7: storico e incompiuto "terzo incomodo" di un doupolio Raiset peraltro in via di superamento. E Urbano Cairo, manager di scuola Fininvest, ha trovato un partner nella EiTowers di Cologno. Sì, Cairo: azionista impaziente di Rcs e candidato-ombra a sostituire Pietro Scott-Jovane come amministratore delegato del Corriere della Sera. E a proposito: Telefonica de Espana rimane il candidato riluttante a diventare azionista strategico di Telecom Italia da cui restano in lento sganciamento Mediobanca (ormai molto vicina a UniCredit e assai meno a Tarak ben Ammar) e Intesa Sanpaolo. Questa è ovviamente un'altra storia, ma molti nomi sono gli stessi e confinano con le vicende Mondadori e Mediaset. Cioè alla parabola del Berlusconi imprenditore: che lui stesso, da sempre, sente come la sua più autentica.  

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