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SPILLO/ Fiat, Rcs, Generali: quel futuro (possibile) dietro le spalle

Sergio Marchionne (Foto: Infophoto) Sergio Marchionne (Foto: Infophoto)

Pare invece la certificazione che riconoscimento che il profilo del suo successore non è stato ancora individuato, nonostante molti mesi di colloqui e una vorticosa girandola di candidature. Di più: in questa fase il nome di de Bortoli come minimo sorregge il valore dell’azienda-Corriere, mentre una rottura (a cominciare da un totale endorsement all’amministratore delegato Pietro Scott Jovane) rappresenterebbe un’incognita. D’altro canto le azioni strategiche delineate dal Ceo – a cominciare dal passaggio al tabloid del quotidiano milanese – sono ancora tutte da testare, a cominciare dal test principale: il nome, le idee, le relazioni industriali e soprattutto l’impegno finanziario non tanto di chi finora ha “posseduto e governato” il Corriere, ma di chi uscirà allo scoperto come futuro azionista strategico. A costo di apparire più debortoliani di de Bortoli medesimo, non siamo certi che resterà estraneo a questo lungo passaggio: per ragioni manageriali, che possono esulare dal fatto che l’aprile 2015 appare l’orizzonte probabile dell’uscita di scena di Bazoli e di una possibile resa dei conti elettorale per Matteo Renzi.
Ps: non ci siamo dimenticati delle Generali, le includiamo invece in questo “lungo inverno” da cui è prevedibile che anche il Leone di Trieste approdi a lidi nuovi. Che non dipendono dall’aumento del pay-out o da un’acquisizione in Malaysia.

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