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SPILLO/ Finanza, politica e giornali: dietro l’"affaire Montezemolo"

Sergio Marchionne (Infophoto)Sergio Marchionne (Infophoto)

Montezemolo, nel frattempo, traballa sul suo trono storico di presidente di una Ferrari "perdente da sei anni" (denuncia Marchionne) e lascia correre le voci di una sua presidenza di garanzia dell'Alitalia ceduta agli arabi di Etihad. Della Valle, dal canto suo, replica un suo copione classico: rilanciare accuse veementi – non escluso il veicolo della pubblicità a pagamento – contro il solito "governo nemico dell'impresa". 

Secondo i rumors riferiti dai giornali più informati, Montezemolo e Della Valle avrebbero chiesto a Renzi di chiudere l'avventura fallita in Ntv con il riacquisto di Italo da parte delle stesse Fs, sulla falsariga del "salvataggio incrociato" reciproco di Alitalia e Air One. L'alternativa sarebbe il via libera alle ferrovie statali francesi, bypassando anche un ragionevole negoziato sulla possibilità dei Frecciarossa di viaggiare sui binari Oltralpe, in libera concorrenza, fino a Parigi, Lione, Nizza, Strasburgo.

Renzi – riferiscono – ha praticamente messo alla porta Montezemolo e Della Valle, approfittando per scatenare la sua offensiva di fine estate contro gli imprenditori "che non investono e non pagano le tasse in Italia". Allarme rosso per la Fiat che ha appena trasferito la sua sede legale (fiscale) in Olanda e il suo quartier generale industriale a Detroit, dopo aver beneficiato negli ultimi cent'anni di tutti i sussidi pubblici immaginabili. E se il Lingotto si è – almeno in parte – de-italianizzato, la famiglia Agnelli rimane ancora molto radicata in Italia: basti pensare ai soli interessi editoriali che proprio in questi giorni premono alle porte di Rcs per acquisirne il controllo (anche contro l'azionista di minoranza Della Valle).

Elkann e Marchionne possono permettersi di vedersi associati al "vecchio" Montezemolo, fino all'altroieri candidato successore di Silvio Berlusconi e oggi imbarazzante duopolista fallito dell'Alta velocità? Possono avere contro un premier che sabato è stato accolto con un abbraccio dal presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, e domenica ha dato spettacolo "in camicia bianca" alla festa del Pd di Bologna  con il rampantissimo premier francese Manuel Valls? Il successore dell'Avvocato e l'erede dei super-manager di Torino – da Vittorio Valletta a Cesare Romiti – non si scomodano certo per i settimi posti di Fernando Alonso. Né ilCorriere della sera sbaglia le sue valutazioni su ciò che segna gli scontri reali di potere nel Paese.   

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