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FINANZA E POLITICA/ Il Capodanno difficile di Consob e Bankitalia

Ignazio Visco (Infophoto)Ignazio Visco (Infophoto)

Le lettere giunte ai vertici di diversi gruppi italiani - intercettate da Il Sole 24 Ore - rifletterebbero dunque obiettivi temporanei, ancora a valle del comprehensive assessment di poche settimane fa: essenzialmente una forma di moral suasion europea per la redazione di bilanci 2014 rigorosi soprattutto nella pulizia di volumi ancora elevati di crediti problematici.

Fra scoop e rincorse della vigilanza la verità sembra stare nel mezzo: le banche italiane non possono contare su nessuna indulgenza (meno che mai quella di via Nazionale e neppure della Consob) quando stanno tirando le somme del 2014: presentare ai mercati un conto economico in nero oppure in rosso; decidere se distribuire una cedola anche minima oppure no a Fondazioni o piccoli soci di Popolari. Ha però ragione Panetta quando parla di “non notizia”: era tutto noto da tempo, certamente - nero su bianco - da quanto è stato pubblicato dal sito della Bce a mezzogiorno dello scorso 25 ottobre. La sua “ragione” - in chiave meno tecnica e più politica - viene ancora una volta ridimensionata dalla polemica - sempre più forte e trasversale nell’Azienda Italia - sulla difesa istituzionale del sistema bancario italiano nelle sedi internazionali: dove le nuove regole prudenziali sembrano sempre rispondere a interessi universali e astratti ma finiscono spesso per avvantaggiare alcuni a danno di altri.

Come se non bastasse, su questo sfondo resta totalmente in campo la candidatura “di pietra” del presidente (italiano) della Bce Mario Draghi alla presidenza della Repubblica italiana e sembra entrare in scena quella “di scorta” del governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco: probabilmente a colmare il vuoto lasciato dal sostanziale tramonto di quella del ministro dell’economia Pier Carlo Padoan, oggettivamente coinvolto nel vaso politico del cosiddetto “comma salva-Berlusconi” nell’ultimo decreto fiscale. Ma i tempi della lunga parabola di Carlo Azeglio Ciampi da Palazzo Koch al Quirinale sembrano lontani. Almeno per Visco. 

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COMMENTI
12/01/2015 - E sarebbe bello fosse scritto il contrario... (Giuseppe Crippa)

Per fortuna che il Presidente della Repubblica debba essere un banchiere non è scritto nella Costituzione!