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FINANZA E POLITICA/ Il Grande Fratello Murdoch fra Rcs e Rai

Rupert Murdoch (Infophoto)Rupert Murdoch (Infophoto)

Il gruppo Fiat sta procedendo nella sua ristrutturazione globale. Le voci di nuove operazioni straordinarie per Fca sono alle cronache di questi giorni e con esse le congetture sulle strategie di Exor, holding della famiglia Agnelli: che certamente punta a “trattenere” la Ferrari e - prevedibilmente - anche gli asset editoriali (La Stampa-Secolo XIX e la prima quota in Rcs). E questi ultimi sono inevitabilmente destinati a essere giocati nel risiko della media industry: nel quale, fra l’altro, Murdoch è stato il primo a misurarsi duramente con la galassia web.

È un caso che - in questi giorni - sia di nuovo sotto i riflettori il riassetto della stessa Telecom, lo scorporo della sua rete e l’intervento di investitori stranieri? È un caso che il candidato all’ingresso in Telecom sia - nome e cognome - Vincent Bolloré, grande azionista di Mediobanca e antico partner della galassia Fininvest tramite Tarak ben Ammar? È un caso che - in questi stessi giorni - il governo sia sotto forte pressione da Mediaset via Opa Ei Towers su Rai Way?

C’è troppo disordine sotto il cielo per cambiare “al buio” la Rai e la legge Gasparri. È troppo rischioso anche per un allievo spregiudicato di Prodi come Renzi: che con gli Agnelli, i Murdoch e i Bolloré giocherebbe volentieri come del resto non disdegnava fare il vecchio presidente dell’Iri. Ma non sacrificando per primo la “sua” Rai e il suo golden power di regolatore ultimo. Come dopo la zampata di Mediaset sulle torri, Palazzo Chigi - sopportando qualche danno d’immagine - attende che il mercato faccia le mosse successive: chi sarà il padrone di Rcs e di Telecom? Con quali capitali? Con quali strategie? Con quale ruolo per il Grande Fratello Murdoch?

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