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DIETRO LE QUINTE/ Il nuovo "toto-nomine" per il ministero del Tesoro

Pier Carlo Padoan (Infophoto)Pier Carlo Padoan (Infophoto)

Non è inevitabile che Renzi, accentratore superdecisionista, stia accelerando nella ricerca di un suo super-tecnocrate: di una figura che, sulla carta, sembra chiamata ad accreditare a 360 gradi le scelte che Palazzo Chigi va elaborando su dossier finanziari delicati. Ed è evidente probabilmente al premier stesso che non gli è possibile manovrare con i mega-consiglieri che vanno riempiendo gli uffici della Presidenza: da Yoram Gutgeld ad Andrea Guerra.

È certo che la scelta di un nuovo Direttore generale segnerà un cambio di stagione, anche se non è detto che marcherà al Tesoro una rupture con il management di lungo periodo di stampo ciampiano-draghiano. Certo, se a occupare la poltrona di dirigente-capo al ministero fosse una figura del profilo di Lorenzo Bini Smaghi - anzitutto fiorentino come il premier - l’intera “amministrazione Renzi” registrerebbe un cambiamento superiore forse a quello di un mini-rimpasto di ministri.

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