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GREXIT E DINTORNI/ Una guida (politicamente scorretta) per il risparmiatore italiano

Quel che è successo in Grecia pone delle domande ai risparmiatori, anche in Italia, Paese periferico con un alto livello di debito pubblico. Il punto di GIANNI CREDIT

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Questa non è una classica “bussola del risparmiatore”. Quelle danno per scontato che per il “risparmio” esistano impieghi a rischio zero: ad esempio, tenere i propri soldi liquidi in banca, se non sotto il proverbiale materasso. Indipendentemente dall’esito del referendum greco, la svolta “ateniese” dell’eurozona ha cancellato due certezze implicite nel possesso di una moneta o di una banconota emesse dalla Bce: l’effettività e la liquidità di quel valore, anche in forma di conto bancario a vista presso una banca residente e vigilata in Europa.

I bancomat chiusi in Grecia (e per la verità era già accaduto a Cipro). l’ idea che i greci abbiano votato “per uscire dall’euro”, le voci “terroristiche” sul taglio del 30% dei depositi bancari oltre gli 8mila euro hanno già cambiato le cose nella percezione di chi usa euro: cioè tutti. Hanno aggiunto elementi di incertezza proprio in un’area che aveva puntato sull’unione valutaria per conseguire “stabilita’”. Hanno aggiunto almeno due rischi che non erano contemplati o previsti né dai trattati di Maastricht, né dalla storia (reale o narrata) dell’euro.

Il primo è il “rischio valutario” (uno specifico “rischio di mercato”) insito nella resurrezione di una singola moneta nazionale come la dracma, che le stime di un possibile “mercato grigio” collocano a cambio 0,5 rispetto all’euro. Forse non accadrà, ma è difficile che tutti noi cittadini risparmiatori dell’Eurozona “periferica” da oggi in poi non includiamo nei nostri punti di vista la possibile retrocessione alla lira: per di più con settori importanti dell’opinione pubblica, delle forze politiche e perfino del mondo imprenditoriale che guardano con favore, ad esempio, alla buona vecchia svalutazione competitiva per rilanciare il Pil (a proposito: un’economia con una moneta che si deprezza verso l’esterno tende a riaccendere l’ inflazione all’interno). Il ritorno alla dracma o alla lira non è oggi nell’ordine del probabile: la nascita di un euro-2 in “svalutazione controllata” rispetto all’euro “vero” è invece ormai un’ ipotesi di lavoro.

Il rischio di non poter più ritirare i propri euro in banca è uno specifico “rischio di controparte” che - in uno dei tanti paradossi di questi giorni - si materializza in Grecia proprio quando i vari paesi membri stanno adottando le nuove regole di “bail in” per i dissesti bancari: regole che prevedono la
protezione dei depositi fino a 100mila euro (ma non è chiaro se anche il mantenimento della liquidità) e la partecipazione dei grandi depositanti alle perdite da crac accanto ad azionisti e obbligazionisti. Terrete d’ora in poi con la stessa tranquillità risparmi nella vostra banca “usata”? E dove metterli?

Un tempo era il codice civile per primo - in Italia - a suggerire al “buon padre di famiglia” di impiegarli in titoli con garanzia statale. Il passaggio greco conferma un’offerta ormai polarizzata di bond governativi egualmente denominati in euro: titoli-rifugio come i Bund (a tasso negativo) e para- junk come lo stesso governo greco ammette chiedendo uno sconto del 30% ai grandi creditori esteri - ma anche prevedibilmente ai piccoli nazionali - né più né meno di quanto è avvenuto due volte recentemente in Argentina.


COMMENTI
07/07/2015 - Occhio ai titoli (degli articoli!) (Enea Ciocca)

Pare a me che spesso la ricerca dell'immaginifico del titolo faccia più che altro colore (e qualche volta giustamente). Questa volta però raggiunge salto di livello. Leggo spesso Gianni Credit: temi complessi e argomenti impegnativi. Ci provo, anche se qualche volta alla fine mi capita di chiedermi: "e allora?". Ma... va bene. Anzi, ottimo. In questo articolo egli anticipa sin dall'inizio che non si tratta di una "bussola". Molto corretto. Occhio però che al lettore, alla fine dell'articolo (in questo è evidente), rimanga con un "e allora?" sproporzionato. Anche se è terreno scivoloso, mi piacerebbe facesse che questa volta (ma non per limitare l'iniziativa!) un "sequel". Grazie. Enea Ciocca