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RIFORMA PENSIONI 2016/ La nuova "spinta" di Boeri alla pensione anticipata

Riforma pensioni 2016, Tito Boeri ha raccomandato al Governo di risolvere in maniera conclusiva la questione della ricongiunzione onerosa. Il commento di GIULIANO CAZZOLA

Tito Boeri (Infophoto)Tito Boeri (Infophoto)

Il presidente dell’Inps Tito Boeri ha deciso che occorre fare tutto il possibile affinché gli italiani siano in grado di andare in quiescenza anticipata. Dopo aver sostenuto a ogni piè sospinto l’esigenza di un meccanismo di flessibilità del pensionamento (allo scopo - dichiarato ma non dimostrato - di favorire nuova occupazione), in queste ultime ore ha raccomandato al Governo di risolvere in maniera conclusiva la questione della ricongiunzione onerosa.

Questa volta va riconosciuto al solerte presidente dell’Inps che il problema esiste, ha creato e continua a creare “allarme sociale” presso quei lavoratori e quelle lavoratrici che - in ragione della loro condizione professionale - hanno versato i contributi pensionistici presso enti diversi (i cui regimi restano distinti anche se gli Istituti sono stati ormai incorporati nell’Inps). Ma prima di procedere oltre è bene ricordare il profilo giuridico della cosiddetta ricongiunzione.

La conservazione e il completamento del rapporto giuridico previdenziale può trovare ostacolo nella struttura pluralistica del sistema pensionistico che comporta, per quei lavoratori che mutano attività, il frantumarsi del rapporto medesimo presso più enti previdenziali. Sono stati introdotti, così, meccanismi di collegamento delle anzianità contributive frammentate tra gestioni distinte, attraverso la ricongiunzione dei frammenti sul o intorno al frammento più importante o l’ultimo o il più favorevole. La ricongiunzione può essere effettuata anche per incrementare il quantum della prestazione.

La ricongiunzione non è (sarebbe meglio dire “non era”, come vedremo in seguito) onerosa se l’interessato passa dai regimi speciali (sostitutivi, elusivi ed esonerativi) all’Inps. In tal caso tocca a queste gestioni trasferire all’Inps l’ammontare dei contributi di propria pertinenza, maggiorati di un interesse composto. In tutte le altre ipotesi (ricongiunzione verso l’Inps di posizioni di lavoro autonomo, trasferimento dal regime generale ai regimi speciali) la ricongiunzione è onerosa ed è pari alla differenza tra i contributi trasferiti dalla gestione di provenienza e la riserva matematica calcolata ai sensi di legge (100% per i liberi professionisti, 50% per tutte le altre categorie di autonomi e dipendenti, nel qual caso la quota residua resta a carico della gestione presso cui opera la ricongiunzione).

Per ovviare al problema dell’onerosità della ricongiunzione, dall’inizio degli anni Duemila è stato introdotto, nell’ordinamento giuridico previdenziale, la cosiddetta totalizzazione, un procedimento in forza del quale i diversi frammenti assicurativi vengono unificati al fine del perfezionamento del rapporto e dell’incremento del quantum. Ciascuna gestione calcola il trattamento secondo le proprie regole (pro rata), mentre la prestazione viene unificata presso l’Inps. La totalizzazione non comporta oneri per il lavoratore. Ma il procedimento, nel tempo, è stato consentito solo per alcune tipologie di prestazioni (la vecchiaia, l’anzianità con particolari requisiti, ecc.); e, in ogni caso, l’operazione è sottoposta al calcolo contributivo per l’intero ammontare dei versamenti.