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Veltroni: «allarmanti» le dichiarazioni di Berlusconi sui decreti legge

Il ledaer del Pd, in un’intervista alla Gazzetta del Mezzogiorno si dice «convinto» che la «carica innovativa» delle primarie di ottobre del Partito democratico «ci sia ancora», e che la si rivedrà alla manifestazione del 25 ottobre

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Sono «allarmanti» le recenti dichiarazioni del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi sul ricorso ai decreti legge, secondo Walter Veltroni. «Ha parlato di imporre al Parlamento di votare praticamente su tutto a scatola chiusa con un uso dei decreti che preoccupa anche il presidente della Camera. Il Parlamento - afferma il leader del Pd in un'intervista alla “Gazzetta del Mezzogiorno” - è ritenuto un impaccio, le leggi devono uscire dalle Camere così vi erano entrate e così deputati e senatori diventano dei semplici approvatori di testi usciti da Palazzo Chigi. Tutto questo si innesta in una crisi della democrazia che ha una dimensione non solo italiana ma che in Italia ha caratteristiche specifiche e davvero serie».

 

La «tela del confronto istituzionale non è stata strappata da noi, ma da Berlusconi. È sempre da lui - prosegue Veltroni - che sono cominciati a venire attacchi e insulti all'opposizione, alla magistratura, alla Corte costituzionale, e chi più ne ha più ne metta». Gli italiani, secondo Veltroni, «se ne stanno accorgendo, e il 25 ottobre servirà a raccogliere la loro voce e dar loro risposte».

 

Walter Veltroni si dice infine «convinto» che la «carica innovativa» delle primarie di ottobre del Partito democratico «ci sia ancora». «La rivedremo a cominciare dalla manifestazione del 25 ottobre», afferma il leader del Pd. «Per quanto riguarda il Pd siamo nati da neppure un anno e stiamo radicandoci sul territorio. E' partito il tesseramento, trasparente e vero, stanno nascendo i circoli», afferma Veltroni. Il segretario del Pd ribadisce, poi, di non essere preoccupato della tenuta dell'influenza che le elezioni europee avranno sulla sua leadership. «Non si portano responsabilità e non si è alla guida di una comunità politica tenendo in tasca il bilancino per calcolare l'1% in più o in meno ad una elezione o ad un'altra».

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