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VIGILANZA RAI/ Quella di Veltroni è una mossa kamikaze che gli costerà la leadership del Pd

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I sondaggi dicono che la luna di miele tra il governo Berlusconi e la gente sta finendo. Ma è finita anche la luna di miele nel Pd, così come tra i due schieramenti.

 

La controversa elezione dell'ex margheritino Villari alla presidenza della Commissione di Vigilanza della Rai, elezione ottenuta con i voti del centrodestra, spacca definitivamente il fronte politico.

 

Da parte del Pd questa è stata una vicenda-kamikaze, una battaglia quichottiana contro i mulini a vento. Si era capito da subito che la maggioranza non avrebbe mai votato per Leoluca Orlando o per un qualsiasi esponente del partito dipietrino. Mettendo così in campo una mossa politica duplice: da un lato, quella di dividere il fronte dell'opposizione, alle prese già con vistosi problemi di tenuta; dall'altra quella di condizionare un eventuale dialogo tra i due schieramenti sulle riforme.

 

Un suicidio, quello del Pd. L'aver spalleggiato la richiesta di Di Pietro di un proprio candidato alla commissione per mesi, nonostante l'ostruzionismo di quella parte politica con la quale si intende dialogare, manca di buonsenso e di senso.

 

Villari non è tenuto a dare le dimissioni; forse lo farà per disciplina di partito. Ma il vaso ormai è rotto e nessuno ha intenzione di raccogliere i cocci. Veltroni rimane davvero troppo ambiguo e questo muro contro muro in vigilanza Rai potrebbe essere l'inizio del requiem per la sua leadership. Berlusconi ha ancora una volta giocato d'anticipo, spiazzando l'avversario.

 

Il centrosinistra ha bisogno di un leader. Ha bisogno di contenuti ma anche di una strategia e di una stoffa politica che per il momento latitano.

 

Tra qualche mese il PD non sarà più lo stesso e nemmeno il Paese. Forse avremo un governo più debole, un'opposizione frantumata e la speranza che almeno questo doppio "buco nero" sia servito a traghettare la politica italiana e le sue leadership verso un ricambio autentico.



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COMMENTI
20/11/2008 - maggioranza silenziosa - minoranza caciarona (Rosario Frasca)

La vicenda Villari è' stata una lezione di strategia e di avvedutezza tattica. Non ci sono colpe o meriti da distribuire tra maggioranza e opposizione ma lezioni da apprendere semplicemente analizzando i fatti e non le parole. E' una dimostrazione che in politica, come in tutte le attività umane, la prudenza e l'agire deciso pagano. Il gioco d'anticipo di Berlusconi è partito dal passo indietro fatto nel ritirare la candidatura di Pecorella, altrettanto non ha fatto Veltroni per evidenti difficoltà di relazionali con il suo alleato Di Pietro nel far ritirare la candidatura di Orlando e proporre una rosa di nomi. Il risultato è sotto gli occhi di tutti. Ci sarà un bel da fare per intostare il Partito Democratico e trovare una persona carismatica e abile quel tanto che basta per non cadere nei tranelli dei tatticismi che lasciano spazio all'arroganza del più forte. Qualcuno è stato prudente e deciso nell'azione, qualcun'altro leale con l'alleato ma immobile con l'avversario. Umanamente chi ha perso è Di Pietro non Veltroni. Questa sconfitta potrà essere un collante formidabile per il nuovo partito democratico, la lealtà è un valore.

 
14/11/2008 - ... e Berlusconi è senza colpe? (Alfredo Rossi)

Ho seguito l'argomentazione relativa alla presidenza della vigilanza Rai ed è vero che questa storia rischia di rivoltarsi contro Veltroni. Ma vi sembra che l'atteggiamento di Berlusconi nel voler rifiutare il nome proposto dall'opposizione sia esente da colpe? A mio parere, qualunque nome avesse proposto l'opposizione avrebbe dovuto essere accettato senza problemi. Certo che quando poi si innescano meccanismi di questo tipo diventa difficile uscirne. Ma vi sembra proprio esente da critiche l'atteggiamento della maggioranza? Buona serata.