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POVERTA'/ Campiglio: le innovazioni di Benedetto XVI per combattere la fame

Pubblicazione:venerdì 12 dicembre 2008

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Il messaggio del Papa per la Giornata mondiale della pace è un documento articolato, argomentato e complesso, che affronta i nodi dei grandi squilibri dell’economia mondiale, con l’intento di “Combattere la povertà, costruire la pace”. Nel riconfermare la continuità intellettuale con Giovanni Paolo II e Paolo VI, il Papa Benedetto XVI propone elementi nuovi e attuali, che meritano un dibattito serio e approfondito. 

In tema di sviluppo demografico viene formulata una posizione di rottura con gran parte del dibattito corrente, affermando l’idea che “la popolazione sta confermandosi come una ricchezza e non come un fattore di povertà”: e in effetti il successo economico dei paesi emergenti sembra confermare questa affermazione, il che tuttavia contraddice una diffusa convinzione secondo cui il problema centrale del pianeta sarebbe la sovrapopolazione. In concreto il legame fra crescita economica e aumento della popolazione non è di semplice soluzione, ma è indubbio che in questa fase storica i paesi più dinamici sono anche quelli più “giovani”, dagli Stati Uniti, la Francia e la Svezia all’India, il Brasile e la Cina, mentre i paesi che ristagnano sono anche quelli più “anziani”, come il Giappone, la Germania e l’Italia.

Nel caso dell’Italia la situazione appare particolarmente contraddittoria, perché l’aumento della popolazione residente a 60 milioni è il saldo netto di un forte aumento di immigrati e una continua riduzione della popolazione italiana. Secondo le stime demografiche più recenti la popolazione in età di lavoro tenderà in tempi brevi alla diminuzione, il che implica una diminuzione della crescita del prodotto potenziale. La sola via d’uscita è quella di un aumento della produttività, il che richiede tuttavia un aumento nella quantità e qualità degli investimenti interni, innalzando il livello di qualificazione dell’immigrazione. 

Un secondo aspetto critico sottolineato nel documento è la povertà dei bambini: il messaggio sottolinea che “quando la povertà colpisce una famiglia, i bambini ne risultano le vittime più vulnerabili: quasi la metà di coloro che vivono in povertà assoluta oggi è rappresentata da bambini”. A livello mondiale la questione della povertà infantile è pervasiva, perché mentre colpisce con particolare durezza la vita e la speranze dei giovani nei paesi arretrati, colpisce in modo ugualmente violento i bambini dei paesi democratici economicamente avanzati. Secondo il recente rapporto Unicef la povertà infantile colpisce in misura superiore al 15 percento i bambini di Spagna, Portogallo e Italia: analogamente i risultati del processo educativo sono i più bassi per Grecia, Portogallo e Spagna. Nelle società avanzate, così come in quelle più arretrate, i più deboli, come i bambini, sono anche lo strato sociale più penalizzato e sfruttato, che negli anni recenti ha preso la forma allucinante dei bambini soldato. Il solo modo per uscire da questa crisi umanitaria dei bambini è di porli al centro del processo politico, a partire dai paesi avanzati. 

Un terzo aspetto critico riguarda l’attuale crisi alimentare, della quale si sottolinea la paradossale anomalia poiché “è caratterizzata non tanto da insufficienza di cibo, quanto di accesso ad esso e da fenomeni speculativi e quindi da carenza di un assetto di istituzioni politiche ed economiche in grado di fronteggiare le necessità e le emergenze”. Anche in questo caso si tratta di un fenomeno nuovo, con caratteri di emergenza che colpiscono gli strati più deboli, fra cui di nuovo i bambini. Il recente rapporto della Banca Mondiale sui mercati delle materie prime mette in evidenza la straordinarietà del recente boom dei prezzi, in particolare per quanto riguarda i beni alimentari. Il periodo 2003-08 appare unico, nel corso dell’ultimo secolo, per l’ampiezza, profondità e lunghezza del boom nel mercato delle materie prime. Tutte le materie prime, in particolare quelle alimentari, sono diventate attività di d’investimento finanziario, al pari degli investimenti azionari e immobiliari: la differenza centrale è che la mercificazione del pane è diventata la mercificazione della vita di coloro che di quel pane sopravvivono. E ciò è quanto il messaggio papale giustamente condanna, sollecitando la creazione di nuove istituzioni capaci di meglio affrontare questa emergenza. 

Non è possibile approfondire un documento di questa profondità in poche righe, ma solo mostrarne gli aspetti innovativi, come qui abbiamo parzialmente cercato di fare: per questo invitiamo i lettori ad una lettura integrale del testo, oltre che ad un suo commento meditato.



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