BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

Incontro al Palalido sui fondamenti della politica

Pubblicazione:mercoledì 19 marzo 2008

Palalido_FN1.jpg (Foto)

Milano – Una politica che abbia al centro l’uomo e il suo desiderio. Questa la premessa da cui muove il discorso svolto dal presidente della Fondazione per la Sussidiarietà Giorgio Vittadini, introducendo l’incontro dal titolo «Una politica al servizio della persona e del bene comune», organizzato da Compagnia delle Opere, svoltosi martedì sera al Palalido di Milano (GUARDA IL VIDEO). Punto di riferimento costante per un autentico impegno in politica, secondo Vittadini, è il discorso di don Luigi Giussani ad Assago nel 1987, dove è indicato il fondamento dell’azione politica: il senso religioso come «elemento dinamico che, attraverso le domande fondamentali, guida l’espressione personale e sociale dell’uomo». Senso religioso che è il desiderio che muove ogni azione dell’uomo, come dice sempre don Giussani in un altro testo: «Il desiderio è come la scintilla con cui si accende il motore. […] E allora si mette a cercare il pane e l’acqua, si mette a cercare il lavoro, a cercare la donna, si mette a cercare una poltrona più comoda e un alloggio più decente, si interessa a come mai taluni hanno e altri non hanno, si interessa a come mai certi sono trattati in un modo e lui no, proprio in forza dell’ingrandirsi, del dilatarsi, del maturarsi di questi stimoli che ha dentro e che la Bibbia chiama globalmente “cuore”». Da qui un’idea di costruzione della società dal basso, secondo il principio di sussidiarietà, guardando anche alcuni esempi di politica virtuosa, già visti in questi anni, e su cui basare l’impegno per le prossime elezioni.

Le testimonianze di una politica in atto – Nelle parole di Maurizio Lupi e di Roberto Formigoni sono poi emersi esempi concreti di cosa significa mettere in atto questa concezione della politica: l’esempio dell’Intergruppo parlamentare per la Sussidiarietà che, come ha detto Lupi, è stato un punto di incontro e di lavoro comune per politici di diversa estrazione; l’esempio invece delineato da Formigoni dell’esperienza di governo della Regione Lombardia, con un’attuazione del principio di sussidiarietà nel sistema dell’accreditamento e dei voucher, e con una costante difesa dei valori della vita e della famiglia. Anche le esperienze di imprenditori capaci di costruire opere, sia profit che non profit, utili a sé e alla società, di cui ha parlato Raffaello Vignali, sono esempi di costruzione della società dal basso cui la politica deve guardare con attenzione.

GUARDA IL VIDEO



© Riproduzione Riservata.
 
COMMENTI
25/04/2008 - 15 anni persi (lorenzo guietti)

al di là di laboratori fortunati come la lombardia, sono convinto che l'applicazione della sussidiarietà orizzontale nel resto del paese sia di difficile riuscita. negli ultimi 15 anni è creciuto a dismisura una sorta di statalismo locale, con una pletora di funzioni dedicate alla collettività letteralmente occupate da regioni e provincie ed enti formalmente costituiti come società per azioni privati che in realtà seguono logiche parastatali. si così creato uno "statalismo a livello locale" ancora più odioso di quello originale. l'unica possibilità a breve sarebbe quella di ridimensionare fortemente questa realtà, ma il trasversalismo politico di questa condizione credo non dia molta speranza.

 
15/04/2008 - 2 - Legge elettorale (Mario Colli)

Legge elettorale: ma chi l’ha voluta? Chi l’ha votata? Da wikipedia: la legge n° 270 del 21 dicembre 2005 è una legge elettorale italiana, scritta principalmente dall'allora Ministro Roberto Calderoli che sostituì le leggi 276 e 277 del 1993 (c.d. Mattarellum), introducendo un sistema quasi totalmente differente. Fu approvata con i voti della maggioranza parlamentare (principalmente Forza Italia, Alleanza Nazionale, Unione dei democratici cristiani, Lega Nord), senza il consenso dell'opposizione (principalmente Democratici di Sinistra, Margherita, Rifondazione comunista), che l'ha duramente criticata e contrastata, rifiutando ogni tentativo di dialogo.. Quindi che cosa sta raccontando? Si lamenta di una legge elettorale fatta dai vostri partiti. Io vorrei che a fare politica fossero non i “perfetti”, MA GLI ONESTI! A voi, di C.L., non interessa l’onestà, ma raggiungere i vostri scopi. Se per raggiungerli si fa qualche reato o si infrange qualche valore cristiano, beh, il fine giustifica il mezzo.. via così. ABERRANTE!!! Purtroppo i vostri errori, non li pagate solo voi (fosse così non mi interesserebbe nulla), ma li pago pure io e li pagheranno le future generazioni. Spero che un giorno sarà Dio a farvi pagare il fatto che appoggiate e sostenete la parte malata, corrotta, lurida della nostra società, e che state dando il vostro contributo alla eliminazione di quella sana. Maurizio

 
15/04/2008 - 1 - Prescrizione (Mario Colli)

Diciamo la Verità!Cosa significa prescrizione?mi sembra che lei faccia molta confusione! “in diritto penale, essa determina l'estinzione di un reato a seguito del trascorrere di un determinato periodo di tempo”. Chi è stato prescritto quindi lo è stato perché il processo è durato talmente tanto da far estinguere il suo reato (reato che quindi c’è stato - Andreotti APPOGGIO ESTRENO ALLA MAFIA) e cadere in prescrizione. Mentite sapendo di mentire e questo è un “peccato”, oppure non sapete e allora vi invito ad informarvi. Silvio Berlusconi: 6 prescrizioni (finanziamento illecito a Craxi con All Iberian; falso in bilancio Macherio; falso in bilancio e appropriazione indebita Fininvest; falso in bilancio Fininvest occulta; falso in bilancio Lentini; corruzione giudiziaria Mondadori). Marcello Dell’Utri candidato senatore del PDL: condannato definitivamente a Torino a 2 anni e 3 mesi per false fatture e frodi fiscali nella gestione di Publitalia (reato per cui fu arrestato per 18 giorni nel maggio 1995 e poi patteggiò la pena in Cassazione); condannato in primo grado ecc. Quindi quello che Lei dice è FALSO!

RISPOSTA:

Nel rispondere al Suo precedente commento ci eravamo illusi di aver a che fare con un interlocutore fortemente critico, ma disposto ad ascoltare le altrui argomentazioni. Dalla Sua replica è evidente che non prende neppure in considerazione che la Sua posizione possa essere discussa: Berlusconi è un corrotto e lo sono anche tutti quelli che lo votano, poco importa se sono la maggioranza degli italiani. Le vorremmo chiedere chi è Lei per distribuire a destra e manca patenti di falsità, che cosa sa di CL e dei suoi scopi per affermare che sono disonesti e, dato che invoca su di noi la punizione divina, da poveri peccatori quali siamo vorremmo ricordare a Lei, che si ritiene evidentemente con la coscienza a posto, le parole di Gesù ai farisei. Chiudiamo con l’invito a completare la lettura di Wikipedia che, alla voce “prescrizione” dice anche: “Inoltre l'istituto assolve, nelle intenzioni del legislatore, alla funzione di garantire il diritto di difesa all'imputato.” Imputato, non condannato, ma a Lei questo non interessa, il Suo arbitrario tribunale ha già emesso la condanna. Aberrante, appunto.

 
14/04/2008 - commento (Mario Colli)

Mi chiedo come sia possibile, parlare di sussidiarietà, di politica per il bene comune ecc. ecc. quando il Popolo della Libertà (in cui i voti di C.L. confluiranno) e non solo lui sia chiaro, candida al proprio interno ben 56 tra CONDANNATI, PRESCRITTI, INDAGATI, IMPUTATI E RINVIATI A GIUDIZIO. Come si concilia questo con il bene comune? Come si può fare il bene comune e nello stesso tempo corrompere, essere corrotti, rubare, truffare? E se per assurdo si riuscisse a fare il bene comune macchiandosi di questi crimini, cristianamente è accettabile. Fino a che punto il fine giustifica i mezzi. Quanto valore date ai vostri valori? Ben poco mi sembra. Vi prego di non rispondere che tutti i magistrati sono politicizzati, che sono dei comunisti, vi prego di essere seri. Maurizio

RISPOSTA:

La risposta si può sviluppare su tre livelli. Il primo, giuridico, è che nel nostro ordinamento si è innocenti fino a condanna definitiva, mentre nell’elenco si citano prescritti, quindi non condannati, poi indagati, imputati e rinviati a giudizio, perciò non colpevoli in virtù della presunzione di innocenza, e infine condannati, per i quali vale quanto detto prima. Sotto questo profilo, non c’è bisogno di invocare la politicizzazione dei magistrati, basta rifarsi a uno dei fondamenti della civiltà giuridica, che sarebbe bene non dimenticare. Il secondo è il livello politico, che introduce il concetto non giuridico di opportunità, che peraltro andrebbe allargato a chi ha comportamenti non degni, anche se non perseguibili, o perseguiti, dalla magistratura. Il maggiore disastro dell’attuale legge elettorale, la mancanza delle preferenze, toglie all’elettore la possibilità di giudizio sull’opportunità di certe candidature, la cui responsabilità rimane in toto su chi ha redatto le liste. Per completezza, vi è solo da rilevare che quando c’erano le preferenze, si sollevavano le grida dei puri e duri che accusavano le preferenze di “essere un commercio di voti” Si giunge così al terzo livello quello morale. Per un cristiano la morale è l’adesione a Cristo, con tutto il proprio essere, con il bene e il male di cui siamo fatti. Se la politica “è il modo più arduo di vivere la carità”, ebbene questa impostazione taglia alla radice la pretesa che a fare politica siano solo i “perfetti”. Era la posizione di Robespierre, “l’Incorruttibile”, e di Saint-Just e finì nel Terrore e nella restaurazione napoleonica. Questo vuol dire che la moralità dei candidati non conta? È ovvio che conti e molto anche, così come conta la capacità di fare politica. Tuttavia, il bene comune non dipende dalla nostra personale onestà, pur premessa necessaria, così come la santità non dipende dal nostro essere buoni e perfetti, ma dal seguire Cristo. Questo è il valore che diamo ai nostri valori, coscienti dei nostri limiti che solo ci possono far giudicare quelli degli altri: a destra come a sinistra. Disposti a riconoscere e pagare per i nostri errori.

 
12/04/2008 - Vedere il cambiamento in atto (ambrogio amati)

Ricorderò a lungo l'incontro del 18 marzo, perché ha segnato, per quanto mi riguarda, un punto di non ritorno. Quando Maurizio Lupi ha raccontato di Berlusconi alla Cometa, della scuola di comunità in Parlamento e di Bertinotti in Brasile, ho visto "in atto" la traduzione di quanto ho imparato dagli insegnamenti di Luigi Giussani. Non come strategia, non come intelligenza diversa, non come generosità di impegno, che pure ci sono e ci vogliono, ma come possibilità già data, reale di vita. La stessa testimonianza l'ho colta nelle parole di Vittadini, Vignali e Formigoni. Negli ultimi mesi avevo già incominicato a proporre all'attenzione dei colleghi consiglieri comunali di Bergamo (io sono in minoranza) alcune battaglie: fisco equo, moratoria aborto, sostegno al concetto di ragione del Papa... Ho capito però che la questione più radicale è un soggetto che spera perché appartiene a una realtà popolare e perché non afferma se stesso ma propone un incontro, una speranza più grande. Ho quindi consegnato a tutti i 40 consiglieri comunali, al sindaco che è di sinistra e a tutti gli assessori che ho incontrato il volantino "ciò che abbiamo di più caro". Come ha ripetuto Vittadini con le parole di Giussani: ciò che ognuno ama viene a galla di fronte alle urgenze del vivere. Grazie ancora, perché oggi sono più certo che se mi aspetto tutto dal fatto di Cristo, anche la politica è la paternità della Chiesa che, attraverso la persona, vuole incontrare ogni uomo. Ambrogio Amati

 
07/04/2008 - grazie (rita sorrentino)

Grazie di questo video e di aver dato anche a me, donna del sud di Salerno, la possibilità di usufruire della testimonianza dei nostri grandi e coraggiosi amici, che hanno come resuscitato il desiderio, nel mio cuore, della Sua Presenza nelle nostre povere opere, e una sana e santa invidia! Buon lavoro a tutti, e che il Signore supporti la nostra responsabilità.