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Alitalia: Bianchi e Padoa Schioppa, ministri contro

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“I dati ufficiali dicono che Alitalia ha presentato qualche mese fa un piano cosiddetto di sopravvivenza dove prevedeva che per tutto il 2008 ci sarebbe stata liquidità sufficiente”. Così Alessandro Bianchi, ministro dei Trasporti dà fuoco alle polveri dell’ennesima polemica in un'intervista a Radio Popolare Network. “Posso anche pensare – ha proseguito - che in questi primi tre mesi dell'anno la situazione si sia complicata e aggravata, magari non si può arrivare fino alla fine dell'anno, ma escludo che ci siano solo poche settimane di sopravvivenza”.

Ben diversa, quindi, la situazione dei conti “messa per iscritto” da quella paventata dal ministro Padoa-Schioppa, secondo cui Alitalia non avrebbe liquidità neppure per arrivare alla fine di quelle fatichiche 3 o 4 settimane che Silvio Berlusconi ha chiesto per formare la cordata di Banche e imprenditori italiani che salverebbero, se non la patria, almeno la compagnia dei bandiera. Così alla vigilia dell’incontro tra Spinetta e i sindacati a infiammare gli animi si inserisce questo “siparietto” tra colleghi ministri che contribuisce ad alimentare il clima di sospetto generale sull’intera vicenda.

"Questo è puro terrorismo e ne sono responsabili le varie fonti del Governo o della stessa Alitalia che continuano a propagare simili falsità". Questo il commento del Presidente della regione Lombardia e candidato al Senato per il Pdl Roberto Formigoni riferendosi alle dichiarazioni rilasciate al Financial Times il ministro dell'Economia, Tommaso Padoa-Schioppa secondo cui per Alitalia c'é "ossigeno per poche settimane". "La smettano di raccontare che Alitalia non ha più soldi - ha proseguito il Governatore - e che quindi al 31 marzo l'alternativa capestro è o Air France o fallimento. Non c'é questa data capestro. Alitalia ha tutta la liquidità necessaria per andare oltre l'estate e, comunque, a questo ricatto non cederanno né i sindacati né gli imprenditori che stanno preparando la cordata alternativa ad Air France".

E una inaspettata “sponda” alla proposta targata Berlusconi di una cordata Made in Italy arriva da Fausto Bertinotti, candidato premier per la Sinistra l’Arcobaleno, secondo il quale è consigliabile “discutere” il progetto per una cordata italiana che salvi Alitalia, invitando di conseguenza Prodi a prendere tempo, "facendosi protagonista invece di porre ultimatum".



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