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Quando votare Bertinotti può far felice Berlusconi

Al Senato la legge elettorale, tra premi di maggioranza e sbarramenti, consegna un ruolo chiave ai partiti minori

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L’attuale legge elettorale, ormai conosciuta come “Porcellum”, riserva molte sorprese. Forse ormai la maggior parte degli italiani sa che la vera partita si giocherà al Senato, dove sarà importante ottenere più voti in alcune regioni chiave (per conquistarne il premio di maggioranza) e dove i partiti minori si giocheranno la sopravvivenza in aula a causa di elevate soglie di sbarramento (8%).

Una “lotta per la vita” che le due grandi coalizioni (quelle di Berlusconi e Veltroni) seguiranno con grandissimo interesse. Infatti, Pdl e Pd, oltre a gareggiare per il primo posto nelle singole Regioni, avranno tutto l’interesse a vedere l’avversario arrivare secondo, ma nel modo peggiore possibile. Cerchiamo di spiegare meglio: l’assegnazione dei seggi rimasti fuori dal premio di maggioranza regionale avviene su base proporzionale tra i partiti (tranne quello che ha preso più voti) che hanno superato lo sbarramento. Più è alto il numero di partiti che lo superano, minore sarà il numero di senatori attribuiti al partito secondo classificato.

Ecco allora che i voti raccolti da Sinistra-Arcobaleno, Udc e La Destra possono rivelarsi decisivi per il risultato finale. In Emilia-Romagna, per esempio, è quasi scontata la vittoria del Pd. Ma se la Sinistra-Arcobaleno riuscisse a superare l’8% potrebbe “rubare” 2 senatori al PdL (che arriverebbe secondo). Un ruolo ancora più importante la coalizione di Bertinotti potrebbe averlo in Liguria, dove superando lo sbarramento (a danno presumibilmente del Pd) potrebbe addirittura consegnare il premio di maggioranza a Berlusconi. Un po’ quello che dal loft di San’Anastasia si augurano possa avvenire nel Lazio, grazie a La Destra che potrebbe erodere i voti del Pdl. Senza dimenticare il ruolo che l’Udc di Casini potrebbe avere a favore dell’uno o dell’altro schieramento in regioni come Lombardia e Campania. E c’è già chi scommette che Pd e PdL siano pronti a “dirottare” parte dei loro voti sui partiti minori, che per due giorni ritornerebbero utili alleati per la corsa a Palazzo Madama che vale il governo del Paese.

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