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Berlusconi: «Sono commosso sento grande responsabilità». E non chiude all'ipotesi della bicamerale

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Il leader del Pdl Silvio Berlusconi non ha escluso la possibilità di rilanciare la bicamerale in accordo con Walter Veltroni ai microfoni di Skytg24.

Poco dopo le 21,30 Berlusconi aveva scelto la ribalta della "terza camera dello stato" ovvero Porta a Porta, per rilasciare le prime dichiarazioni dopo la vittoria elettorale. «Sì abbiamo vinto, è quello che ho continuato a dire durante tutta la campagna elettorale - ha esordito Berlusconi - Ora ci aspetta una grande responsabilità. Governerò cinque anni, ma ci aspettano mesi difficili». Subito dopo, il Cavaliere però apre all'opposizione: «Noi siamo pronti a lavorare insieme con l'opposizione sulle riforme e - ha aggiunto a commento delle dichiarazioni del leader dell'Udc Pierferdinando Casini - Andremo d'accordo con tutti coloro che vorranno lavorare con noi per il bene del Paese». «Noi siamo sempre stati aperti, nei confronti dell'opposizione a lavorare insieme e ad accettare il loro voto laddove loro vedessero i nostri provvedimenti come provvedimenti nell'interesse di tutti gli italiani e quindi del Paese. Quindi - ha concluso il leader del Pdl - non cambieremo assolutamente nulla di questo nostro atteggiamento, che è sempre stato un atteggiamento aperto e dialogante ed assolutamente poco dialettico».

Raggiante anche Umberto Bossi forte di un exploit della sua Lega Nord che esce netta vincitrice dalla consultazione elettorale: «La Lega l'hanno votata i lavoratori che non ne potevano più di votare a sinistra dopo il Tfr e dopo tutto quello che la sinistra ha fatto. Siamo noi il partito nuovo dei lavoratori». «La gente ci vuole bene e chiede che cambiamo il Paese - ha proseguito Bossi - Adesso la prima cosa da fare è il federalismo fiscale bisogna fare in modo che parte dei soldi restino sul territorio e questa volta abbiamo la forza per fare il federalismo fiscale». Infine alla domanda di un giornalista che chiedeva se si candidasse a Ministro, il senatur ha risposto con un sorriso «Bisogna chiederlo a berlusconi, lo deciderà lui. Io però - ha aggiunto chiosando sulla polemica dei giorni scorsi sul suo stato di salute - non sono malato».

Secco, invece, il commento di Fausto Bertinotti, che rimette il mandato da leader della Sinistra Arcobaleno: «E' una sconfitta netta di proporzioni impreviste. Ora si deve produrre una discussione in tutte le parti che costituiscono la sinistra italiana».

«Il Pdl è il primo partito, mi sembra in misura significativa, come avevamo previsto da tempo, ma ciò non toglie che siamo decisamente soddisfatti e che il risultato ottenuto premia il lavoro fatto in primis da Silvio Berlusconi e insieme a lui a quanti hanno creduto nel Pdl». E' quanto ha affermato il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, commentando i risultati elettorali. Il governatore ha però sottolineato come «arrivano al nostro governo tutta una serie di partite molto pesanti (Alitalia, Malpensa e tante altre ancora): non sarà una cavalcata trionfale perché l'eredità è pesante, la crescita è ridotta a zero e i conti andranno verificati». Formigoni ha spiegato che «alcuni dati mi paiono assodati con la vittoria netta della nostra coalizione, con il voto popolare che determina la maggioranza sicura alla Camera e anche al Senato: questo dicono le proiezioni fino ad adesso, bisogna vedere ora la consistenza». Il Governatore lombardo ha poi elogiato i sondaggi del «presidente Berlusconi che si rivelano ancora una volta i più affidabili».

«Ero convinto che Berlusconi avrebbe vinto, ma solo di poco. Mi chiedo sinceramente cosa sia successo». Lo afferma il presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga commentando le proiezioni delle elezioni politiche che danno il Pdl in notevole vantaggio sul Pd. Il senatore a vita non sa ancora se voterà la fiducia a sostegno di un governo del Pdl. «Non lo so. Certamente - osserva - la voterei se fosse necessario per motivi istituzionali, visto che non voglio che si torni subito a votare. Perché tutto sommato anche se pare che abbiano la maggioranza, ciò non significa che alla fine riescano a governare».

Parallelamente ai risultati arrivano i primi j'accuse: «Non credo che sarò ancora io, dopo questa sconfitta, a guidare ancora il Partito socialista. Abbiamo una parte di colpe, ma la responsabilità di Veltroni è gravissima. Ha consegnato il paese nelle mani di Berlusconi». Commenta così Enrico Boselli del Partito socialista i risultati elettorali.

Benché «Iin attesa dei dati finali», il responsabile Mezzogiorno di Fi-Pdl, Raffale Fitto, coordinatore di Fi in Puglia, esprime «grande soddisfazione» per il risultato ottenuto dal Pdl a livello nazionale e a livello regionale. A livello nazionale, sottolinea Fitto, si profila per il Pdl «Iuna grande vittoria», mentre a livello regionale il Pdl pugliese «sembra tra i primi in Italia". «Abbiamo lavorato bene - conclude Fitto - con gli amici di An, in grande concordia, e siamo soddisfatti».

«Il voto utile c'é stato, Ringraziamo tutti gli italiani che ci hanno sostenuto. In una situazione difficilissima abbiamo tenuto botta». Pier Ferdinando Casini, leader dell'Unione di di centro commenta le proiezioni del voto. Casini fa i suoi auguri a Berlusconi. «Auguri a Berlusconi e agli esponenti del Pdl e della Lega che governeranno. La parola dagli elettori passa agli eletti che hanno la maggioranza in parlamento. E' bene che chi governo si assuma le responsabilità. per quanto ci riguarda siamo sempre stati fedeli agli impegni presi con gli elettori». Casini conferma che non potrà dare la fiducia al governo: «No, voteremo contro».

Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini si sono sentiti al telefono, esprimendo "profonda soddisfazione" per il risultato del voto che si va profilando. Lo ha riferito Andrea Ronchi, portavoce di An, nella sede di Via della Scrofa.

«C'é un risultato positivo della Lega che noi avevamo messo in conto e che avevamo colto nel corso della campagna elettorale. Questo è il frutto del lavoro che la Lega fa sul territorio ed è anche una dimostrazione della reazione che c'é stata in una parte dell'elettorato del nord per tutti i disastri che ha combinato il governo Prodi e quindi una risposta più forte. Sono loro che l'hanno prodotta». Così Fabrizio Cicchitto (PdL) nel corso dello Speciale TgLA7. «E' evidente - aggiunge - che faremo un governo ragionevole e serio. La Lega non è fatta di estremisti ma è fatta di gente che ragiona sulla base delle esigenze dell'economia italiana e ne emerge che ancora una volta il PD e quella Sinistra non hanno capito nulla del nord e anche di altre zone del paese. Ma nel nord ha avuto una disfatta di proporzioni così rilevanti che dimostra che non c'é stato nessun rinnovamento. Il messaggio di Veltroni nel nord non è proprio arrivato».

In una nota di Marco Pannella, il leader radicale commenta i risultati degli exit poll, giudicandoli in ogni caso totalmente inaffidabili. Secondo Pannella «Veltroni ha di fatto impedito il ripetersi del 'miracolo' del 2006, quando l'Unione prese un milione di voti in meno di Berlusconi, ma aggiunse il milione della Rosa nel Pugno (radicale ben più che socialista) grazie alle centinaia di migliaia di voti direttamente tolti al centro-destra, e nominò Prodi Presidente del Consiglio che lo sarebbe ancora se Unione e Casa delle Libertà non avessero insieme impedito ai quattro eletti senatori della RnP di esser proclamati». Secondo un'altra considerazione «Appare chiaro che una Nuova Sinistra di alternativa, europea, non violenta e non pacifista, socialista, liberale, laica, alla Loris Fortuna, Zapatero e Blair, radicalmente federalista e antinazionalista, contro l'Europa delle patrie e per la Patria europea mediterranea - continua Pannella - è la visione del nuovo possibile che saprà, con noi, imporsi».

«La Lega torna in doppia cifra a Milano dopo dieci anni e questo significa che i milanesi non ne possono più di campi nomadi, delinquenti, insicurezza, e questo é un segnale anche per il sindaco Letizia Moratti». Lo ha detto il vice segretario della Lega Lombarda Matteo Salvini, commentando i dati milanesi della Lega. «Non ci hanno certo votato i radical chic - ha aggiunto - visto che in quartieri come Quarto Oggiaro o il Gratosoglio abbiamo raggiunto il 15%. Questo significa che ha pagato il nostro lavoro sul territorio».

«I dati più interessanti sono quelli della Lega e della sinistra radicale». Lo afferma Maurizio Gasparri del Pdl. «Il successo della Lega - sostiene Gasparri - non ci crea nessun disagio. Rappresenta un modo per il Pdl per canalizzare il voto del nord. Quanto alla sinistra radicale, assistiamo a un vero e proprio tracollo, dall'8 al 5%. Uno smottamento di cui il Pd non si giova visto che non ne recupera i voti».

Amaro il commento del segretario del Prc Franco Giordano: «Il nostro insuccesso è evidente ma certo se fossimo stati insieme avremmo battuto le destre». «Non c'erano le condizionì - ha ricordato amareggiato il segretario comunista - ma se fossimo stati insieme avremmo, insisto, battuto le destre»

«La Lega è forte!». Con un sorriso e stringendo il pugno, in segno di forza, Umberto Bossi ha salutato i suoi collaboratori transitando da un corridoio fra il suo studio e la stanza dove si trovano Roberto Calderoli, Roberto Maroni, Giancarlo Giorgetti e altri dirigenti della Lega. Bossi non ha per il momento commentato gli exit poll ma si è limitato a spiegare: «Negli exit poll la Lega di solito è sottostimata».

«Povero Berlusconi. La campagna di annientamento contro l'Udc è fallita. E così hanno messo in forse una vittoria sicura», così Rocco Buttiglione, presidente dell'Udc, commenta i primi exit poll.
«Ora - dice Buttiglione - non sarà facile venir fuori da questa situazione difficile per il paese e governare».

«Credo che sul piano nazionale ci attesteremo intorno all'1,5%. Mi auguro che la nostra alleanza vinca con un margine tale da permetterci di governare senza numeri risicati». Lo ha detto il leader del Movimento per le Autonomie, Raffaele Lombardo.



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