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Politica

Debutta in Lombardia la “dote scuola”

Un sistema di contributi per sostenere il diritto allo studio e la libertà di scelta, articolato in quattro livelli: una dote base, una per la libertà di scelta, una integrativa, e una per la promozione delle eccellenze. Leggi l’approfondimento di VINCENZO SILVANO (presidente FOE)

Studentessa-sui-libri_FN1.jpg(Foto)

Milano – Prende il via ufficialmente la nuova iniziativa della Regione Lombardia a sostegno del diritto allo studio e della libertà di scelta educativa. Il vecchio “buono scuola” si evolve, e diventa “dote scuola”: e proprio a partire da oggi sarà possibile, per le famiglie e gli studenti lombardi, fare domanda per accedere a questo nuovo servizio. Si tratta sostanzialmente di un sistema articolato di contributi che la Regione offre per favorire, in ambiti diversi, l’accesso agevolato all’istruzione. In particolare il sistema prevede quattro articolazioni.
Innanzitutto la “dote” per la permanenza nel sistema educativo, di cui beneficiano gli studenti delle scuole elementari, medie e superiori statali le cui famiglie presentino un Isee (Indicatore della situazione economica equivalente) inferiore a 15.458 euro. Questa “dote” sostituisce i contributi per i libri di testo, gli assegni di studio e le borse di studio già previsti per questa tipologia di beneficiari, consentendo alle famiglie di presentare un’unica domanda e presso un solo ente (la Regione). Il contributo sarà di importo variabile: 120 euro per le elementari; 220 euro per le medie inferiori; 320 euro per le medie superiori.
Un secondo livello è quello della “dote” per la libertà di scelta, un contributo che dà la possibilità alle famiglie di far frequentare ai propri figli le scuole paritarie (pubbliche non statali, legalmente riconosciute, parificate). Alle famiglie con indicatore di reddito inferiore o uguale a 8.348,75 euro verrà riconosciuta per ciascun figlio una “dote” corrispondente al 50% della previsione di spesa dichiarata, con un tetto massimo di 1.050 euro. Alle famiglie con un indicatore di reddito superiore (compreso tra 8.348,75 euro e 46.597 euro) verrà riconosciuta per ciascun figlio una “dote” corrispondente al 25% della previsione di spesa dichiarata, con un tetto massimo di 1.050 euro.
A questa si può aggiungere poi una “dote” integrativa, che andrà alle famiglie bisognose (meno di 15.458 euro) alle quali verrà riconosciuta un’integrazione pari a: 500 euro per gli studenti della scuola primaria; 700 euro per gli studenti della scuola secondaria di primo grado; 1.000 euro per gli studenti della scuola secondaria di secondo grado. La “dote” disabili andrà invece alle famiglie che hanno figli con disabilità certificata iscritti alle scuole paritarie cui sarà assegnato, indipendentemente dal reddito, un contributo di 3.000 euro.
C’è infine la “dote” per merito, per promuovere le eccellenze da assegnare agli allievi delle scuole statali e non statali le cui famiglie abbiano un Isee inferiore o uguale a 20.000 euro: 500 euro per i frequentanti la prima, seconda, terza e quarta superiore che hanno ottenuto una votazione da 7,5 a 10 decimi; 1.000 euro per chi all’esame per il diploma di scuola secondaria superiore abbia conseguito una votazione di 100 e lode; 1.000 euro per chi all’esame di licenza media abbia conseguito una votazione finale almeno pari a ottimo.

Il fiore all’occhiello del «modello Lombardia» – Il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni non nasconde la soddisfazione per la realizzazione di questo progetto, che rappresenta la «forma più matura e compiuta di quell’investimento sul capitale umano che la politica della Regione ha posto da tempo tra le priorità strategiche. Per il governo della Regione Lombardia la chiave dello sviluppo è l’educazione, tanto è vero che negli investimenti nel campo dell’istruzione è stata all’avanguardia, sostenendo l’effettiva libertà di scelta, il diritto allo studio e gli studenti meritevoli».
Allo stesso modo l’assessore regionale all’Istruzione, Formazione e Lavoro Gianni Rossoni sottolinea non solo l’importanza del nuovo progetto, ma anche un’altra «novità, vale a dire l’accelerazione dei tempi di richiesta e di pagamento dei contributi».

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