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Conclusa la querelle con Berlusconi: Formigoni resta alla guida della Lombardia

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Roberto Formigoni resta alla guida della Lombardia: sarà il candidato del centrodestra anche nel 2010 (nella legislatura che porterà verso l'appuntamento mondiale dell'Expo 2015), avrà libertà d'azione nel prossimo rimpasto di giunta dopo l'elezione di tre assessori in Parlamento, avrà uomini a lui politicamente vicini nel governo (il nome che ricorre maggiormente è quello di Maurizio Lupi), avrà un ruolo di prestigio nel Pdl. Sullo sfondo, come eventuale alternativa, inoltre, potrebbe esserci anche un incarico come commissario europeo, per lui o, in tempi più ravvicinati, per Mario Mauro, attuale vicepresidente del Parlamento europeo. Mauro era presente ieri, insieme a Sandro Bondi e Mariastella Gelmini, all’incontro che si è tenuto ad Arcore tra lo stesso Formigoni e Silvio Berlusconi.

Queste le condizioni che l’attuale governatore della Regione Lombardia è riuscito ad ottenere, in cambio della “rinuncia” alle altre eventualità che erano state ipotizzate nei giorni scorsi: un ministero di peso o la presidenza del Senato. Dopo l'incontro ad Arcore di martedì scorso, quando Berlusconi gli aveva annunciato che non avrebbe fatto parte della squadra di governo, erano seguiti giorni di tensione all'interno del Pdl. Dopo l’incontro, il governatore ha lasciato Villa San Martino senza fare dichiarazioni e, anzi, facendo sapere che non avrebbe fatto alcun commento. Persone a lui politicamente vicine hanno però fatto sapere che tutto "era andato molto bene", non solo per il presente ma anche per il futuro e che le tensioni dei giorni scorsi erano definitivamente archiviate.

In sostanza, Formigoni, con la promessa della candidatura per un'altra legislatura in Regione e di un incarico politico nella costruzione del Pdl che, tecnicamente, non è ancora un partito, avrà la possibilità di potenziare il suo ruolo. Con l'uscita dalla giunta del vicepresidente e assessore all'agricoltura, Viviana Beccalossi, dell'assessore all'industria, Massimo Corsaro (entrambi di An), e di quello della Famiglia, Giancarlo Abelli (Fi) avrà infatti la possibilità di gestire il rimpasto. Se sembra difficile che la Beccalossi possa essere rimpiazzata da un esponente che non sia di provenienza An, è molto probabile invece che Formigoni riesca a ridisegnare la giunta con uomini a lui molto vicini.



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