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Lupi (PdL): ecco come il modello Lombardia inciderà comunque sul nuovo governo

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I giornali si sono scatenati: né Formigoni, né Lupi sono ministri, quindi Berlusconi boccia sonoramente l’ala “ciellina” del PdL. I giornali sono portentosi nelle semplificazioni; ma, purtroppo, capita spesso (e capita a tutti) di ritenere che alla fin fine dicano sempre la verità. Che a pensare e dire male facciano peccato, ma in fondo c’azzecchino.
Diamo allora la parola a uno dei diretti interessati. Il neo-vicepresidente della Camera Maurizio Lupi parla a ilsussidiario.net non solo del suo nuovo incarico, ma anche di tutti i sospetti e i commenti che serpeggiano tra gli elettori “fedelissimi” al modello attuato in questi anni in Regione Lombardia. E rilancia un’idea forte di politica.

Appena nominato vicepresidente della Camera lei ha detto che utilizzerà questo incarico per «riavvicinare le istituzioni ai cittadini». Ci può spiegare il significato di questo proposito?

Noi abbiamo vissuto per anni in una situazione in cui le istituzioni non sono state quello che dovrebbero essere, cioè lo specchio della vitalità e della ricchezza di un Paese; la politica, infatti, dovrebbe sempre trasmettere quello che il Paese è. Invece abbiamo avuto una politica che è stata a lungo lo specchio della rissa continua, e di una continua autoreferenzialità: quasi una sorta di castello chiuso al cui interno avvenivano le lotte più tremende. E la gente, naturalmente, andava da un’altra parte.
Il grande compito che è affidato alla politica in generale, e in particolare alle istituzioni dove la politica si esplicita, è assumersi la responsabilità di tornare a testimoniare e ad essere quello che sono, cioè luogo dove si possa vedere rappresentata una politica al servizio della gente e del bene comune. Un luogo dove il bene comune viene messo al centro, dove ci si confronta partendo da ideali, storia, valori, programmi diversi, ma avendo a cuore il medesimo scopo. Un compito che possono avere il presidente e i vicepresidenti della Camera credo che sia esattamente questo. Perché il governo deve governare, gli è stato data la responsabilità di prendere delle decisioni in nome di un programma, in nome di punti che sono stati proposti ai cittadini e deve assumersi le sue responsabilità. Le istituzioni sono invece il luogo dove è sempre più esplicito questo confronto tra diverse esperienze che hanno a cuore la medesima concezione di bene comune.

Un nuovo modo di concepire le istituzioni e più in generale la “cosa pubblica” lo si è visto attuato in questi anni nel cosiddetto “modello Lombardia”, e tale originalità è stata riconosciuta da molti osservatori di diverse estrazioni. Adesso, però, sono in tanti a ritenere che il “modello Lombardia” sia stato sacrificato nella creazione del nuovo governo; molti lettori de ilsussidiario.net, ad esempio, hanno espresso in modo manifesto, con i loro commenti, un certo disappunto. Vuole aiutarci a dire una parola chiara su questa situazione?

Per mesi si è fatta una campagna elettorale dicendo che la speranza non deriva dalla politica (anche per chi la fa, e non solo per gli altri), e dicendo che di fronte all’urgenza e alla realtà delle cose emerge sempre ciò che nella vita si ha di più caro. Questo sia nel fare politica, sia nell’assumersi responsabilità nella vita. Il motivo per cui la Lombardia è diventata un modello a cui il paese poteva guardare è esattamente questo: traduce in azioni e leggi politiche questa concezione dell’uomo, del bene comune e della politica stessa.
Adesso qualcuno potrebbe dire che Formigoni non fa il ministro e quindi è stato tradito il modello Lombardia. Ma ripeto: abbiamo sempre detto che ci muoviamo per ciò che abbiamo di più caro, per gli ideali e i valori in cui crediamo, che ci mettono nei confronti della realtà in atteggiamento positivo e diverso. Per cui lo scopo dell’azione non è il raggiungimento del risultato, ma è, attraverso la responsabilità che ci prendiamo, attuare un’azione di servizio alla gente. Il fatto che Formigoni non faccia il ministro vuol forse dire che il modello Lombardia non si attua più? Vuol dire semplicemente che troveremo modalità diverse con cui stimolare il governo a far questo. Anche perché noi non possiamo essere misurati nell’azione della politica solo dal raggiungimento di una poltrona, di un obiettivo di potere.
Faccio un esempio. Anche a me sarebbe piaciuto fare il ministro. Mi è stata chiesta un’altra cosa, di fare politica non in un’azione di governo, ma in un’azione di responsabilità alta nelle istituzioni, svolgendo quindi un’altra funzione. La sfida è molto importante: riguarda la responsabilità che ognuno ha, di come la vive. Inoltre, noi siamo liberi di dire, di giudicare, di fare delle leggi insieme agli altri amici che ci sono a Roma e a tutte le persone che incontreremo.

Allora proviamo a capovolgere la domanda: il Popolo della Libertà, e in particolar modo la sua leadership, come guarda al modello Lombardia, viste le decisioni che ha preso?

Sono convinto che il PdL dovrà tradurre quel modello nella sua azione di governo, seguendo l’esempio dell’esperienza fatta in Lombardia.
Io comunque vedo la cosa al contrario. L’esperienza della Lombardia sarà di stimolo all’azione del governo. Vedo tra i ministri nominati tanti amici: penso ad esempio alla nomina di Maurizio Sacconi al Welfare, che certamente cercherà di tradurre in azione questa sfida. Dobbiamo capire che la garanzia non è determinata solo dalla originalità di chi la testimonia, dall’ortodossia, perché può avvenire anche con altre persone. Certo che ci dispiace: non è che siamo contenti che Formigoni non sia ministro. Vuol dire che continuerà nella sua azione di responsabilità sia nel partito che in Lombardia.

Rimane ancora la domanda: perché Berlusconi ha fatto queste scelte? Qual è il motivo?

Non dobbiamo essere incoerenti con le cose che diciamo: lo scopo della nostra azione politica e della responsabilità che noi abbiamo non può coincidere con il risultato. Berlusconi ha fatto delle scelte, governando si assumerà le responsabilità delle scelte che ha fatto e noi lo aiuteremo con ruoli diversi, stimolandolo, criticandolo in maniera propositiva, a che nella responsabilità di governo che ha non tradisca e non sia incoerente con quello in cui noi crediamo. Potrà tradirlo? Certamente. La nostra speranza, la nostra azione andrà avanti lo stesso. D’altronde, se noi diciamo che la politica è servizio, dobbiamo non lamentarci, ma metterci al servizio di quel che ci è stato chiesto, anche non comprendendolo. Questo non vuol dire che non si debba continuamente esprimere un giudizio, perché se dovessimo vedere che una legge proposta va ad esempio contro la sussidiarietà, vorrà dire che noi diremo con forza che quella legge non deve essere fatta. Proprio perché noi continueremo a vivere, ovunque siamo, questa esperienza.



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COMMENTI
23/05/2008 - lo scopo non può coincidere con il risultato (mario pastore)

Vorrei soffermarmi solamente su un’affermazione di Lupi: “Lo scopo della nostra azione politica e della responsabilità che noi abbiamo, non può coincidere con il risultato”. Se è di responsabilità che stiamo realmente parlando, credo che dovremmo avere il coraggio di distaccarci finalmente dalle ben note categorie del machiavellismo e della logica del potere fine a se stesso. Se non impariamo a discostarci da questa convinzione spesso latente e malcelata, finiremo sempre imbrigliati nelle maglie di quel fatalismo, secondo il quale non ci dovrebbe mai essere spazio per la morale nell’agire politico. Credo che dovremmo veramente iniziare, come Lupi sta evidenziando, ad intendere il potere esclusivamente come vicariato e rappresentanza del popolo e del bene comune, inseguendo finalmente quell’ideale di democrazia morale, che altro non è che il frutto immediato di un’azione personale responsabile di uomini nel mondo e al servizio degli altri uomini. Cerchiamo di uscire dalle logiche particolaristiche delle “poltrone” e guardiamo finalmente alla costruzione del bene comune nella solidarietà e nella sussidiarietà. Questo ci porterà a comprendere che il decentramento pluralistico dei poteri, così come si è realizzato oggi, può essere il primo importante strumento per il riconoscimento di quelle autorità particolari e parziali, che sono il motore primo del buon funzionamento di un intero corpo politico, di una società politica. MarioPastore

 
19/05/2008 - fidarsi (Roberto Pazzi)

Cosa vuol dire fidarsi? Probabilmente quando si osserva la gestione del potere, dopo una serie prolungata di amare esperienze, questo sfugge e con ragione. Per quanto hai fatto con onestà finora in Lombardia, caro Maurizio, ti invito a procedere con il tuo lavoro, io mi fido delle scelte coraggiose: e sono con te. Sarebbe, forse, magnifico che il ‘modello lombardia’ - ancora in preparazione - fosse proprio chiaro a tutti. Persona, solidarietà, sussidiarietà, proprietà: quante cose insieme al federalismo fiscale! Permettimi allora di misurare come e quanto ci avvicineremo, magari dapprima solo in alcuni distretti d’Italia, alla diffusione di un NUOVO sviluppo italiano. Interpretarne, in seguito, i nuovi dinamismi con l’approssimarsi dell’EXPO; tutto questo anche per partecipare attivamente ed avvicinarmi sempre più a coloro che tribolano ‘in cucina’ per inventarsi un nuovo modello per lo sviluppo italiano. Un abbraccio, Roberto

 
17/05/2008 - sulle poltrone (danilo andreani)

tutto vero e bello sia l'articolo che i commenti. Credo però che in politica valgano i numeri e le poltrone... e Berlusconi ha preferito darle ad altri. Tutto è utile nel campo di Dio anche le Campagne elettorali ma è giusto non passare per fessi altrimenti facciamo il gioco del nemico. grazie

 
14/05/2008 - RITROVIAMOCI ANCORA AL PALALIDO, MA PRESTO. (one drop in the sea)

Sono anch'io grato a M.Lupi per la bella testimonianza che sta dando. Sono grato anche al Prof. Vittadini, impareggiabile testimone del vero. Ma proprio perchè sento di dover guardare alla realtà con LEALTA',ricordo a entrambi che l'accettazione "fiduciosa" della mancata attribuzione di incarichi GOVERNATIVI a Formigoni e Lupi,contrabbandata come la semplice obbedienza ad una richiesta del cavaliere, ancorchè capo del partito di appartenenza, non soddisfa affatto chi ha dato supporto elettorale ed ha fatto campagna. Come potremo incidere su educazione, cultura, sussidiarietà? Semplicemente vigilando sull'operato altrui? Questo è compito di chi perde le elezioni, non di chi le vince. E le elezioni si fanno per vincere, come ci è stato insegnato. Quindi risperttiamoci e non raccontiamoci più balle. Non ci salva la politica, ma ciò non cambia le regole della politica, che conosciamo. AMICI, IL MODELLO LOMBARDO NON E'NATO CON CARICHE ONORIFICHE! NON VOGLIAMO POTERE, MA SERVIRE. E prima di invitare Berlusconi al prossimo Meeting chiariamoci molto bene perchè non ha offerto al Prof. Vittadini, che di sussidiarietà se ne intende un pò, questo nuovo ministero. Mi dispiace,amici: buoni sì,ma fessi no. E se c'è qualcos'altro che bolle in pentola, chi sa parli. La CDO organizzi un altro incontro al Palalido, di ripresa, per aiutarci a capire, adesso, assieme. Non solo apostrofando dai giornali o dal web. Per essere testimoni, credibili.

 
12/05/2008 - grazie (Valentina Di Pietro)

Sono grata a Maurizio Lupi per aver accettato questa bellissima intervista e alla redazione per averla voluta e pubblicata. Mi ha stupito profondamente la sua posizione perchè, in un momento in cui potevano prendere il sopravvento le considerazioni secondarie, è stato un esempio di fede limpida pur dentro tutta la burrasca della circostanza concreta e perchè ci aiuta ad entrare più in profondità alla sfida del nostro volantino elettorale. Solo vivendo l'originalità di quello che siamo, cioè la nostra esperienza di fede, possiamo dare un contributo reale nel mondo, nella società, nella politica. Solo dalla fede può venire questa positività ragionevole e indomabile di chi può ripartire in qualsiasi punto si trovi. Grazie di cuore

 
10/05/2008 - Accontentare tutti per scontentare i soliti noti (Bruno Perego)

Mi sembra chiara la linea di Berlusconi, accontentare gli alleati a scapito del riconoscimento del lavoro di anni fatto da Formigoni. Non dico questo in quanto attaccato alle "logiche di poltrona", ma in quanto convinto che per avere possibilità di incidere al livello nazionale servono certi ruoli e posizioni. Mi chiedo dove sia finito tutto quell'attaccamento al "Modello Lombardo" che tanto si decantava durante la campagna elettorale. Ora come ora il PDL si sta dimostrando alla pari del governo precedente: Nomine scelte per motivi politici e di stabilità di un partito unico(che ancora tale non è), invece di puntare sul merito e sulla competenza. Staremo a vedere se il governo terrà fede ai "patti elettorali" attuando i primi provvedimenti promessi.

 
10/05/2008 - Ubi maior minor cessat (Carlo Martinelli)

Era difficilissimo che Formigoni e qualche altro venissero accontenati. 12 ministeri sono pochi per accontentare tutti e il Cavaliere DOVEVA premiare le personalità più in vista che hanno lavorato con lui spalla a spalla a livello nazionale per far cadere Prodi, oltre ad accontentare ovviamente anche esponenti della Lega e di AN. Personalmente avrei poi preferito che Formigoni si fosse battuto per un importante ministero e non per la Presidenza del Senato. Al posto del Cavaliere mi sarei poi anche preoccupato per il rischio successione in Lombardia, la più strategica regione d'Italia che fa gola a tanti del centrodestra, tra i quali non vedo nessuno, al momento, con capacità di governo e di mediazione come il cosidetto Celeste. La capacità propulsiva del metodo lombardo non viene meno, anzi il sacrificio chiesto a Formigoni gli conferirà sicuramente una maggior forza contrattuale nel futuro e già da ora. Con un inevitabile accrescimento della sua statura morale e politica anche a livello nazionale.

 
09/05/2008 - ok ripartiamo ancora una volta (Angelo Vargiu)

Si si certo!Nessuno discute ciò che dice Lupi sulla politica come servizio,sul modello Lombardia, che saremo da sprone per l'azione del Governo e che saremmo sempre vigli ecc... chi lo mette in dubbio tutto questo?Il punto è un'altro: è politico. Non si può banalizzare buttandola su "non dobbiamo essere come gli altri che cercano al poltrona a noi non interessa".A noi non interessa se non per il fatto che la csd poltrona serve: 1)ad avere un riconoscimento politico formale per una esperiena che è stata leale, fedele, costruttiva;2)ci serve per difendere meglio e con maggior autorevolezza, nazionale e governativa, le idee, i progetti e le persone;3)ci serve per far crescere la nostra esperinza politica per allargare relazioni.In politica il "potere" è lo strumento, non il fine, e chi l'ha conta chi non l'ha conta di meno. E poi quello che lascia l'amaro in bocca sono i contentini: vicepresidente del parlamento!Bella si, ma per fare cosa? per presiedere le riunioni di un parlamento magari qunado non c'è la diretta tv perchè allora presiede il presdiente Fini. Oppure il Vice presidente di un partito del padrone in cui decide lui e il vicepresidente serve solo per far fare bella figura nelle occasioni pubbliche? sono curioso di vedere alle prossime elezioni (europee, regionali, provinciali) quanto saranno i candidati di CL a fare il presidente di regione di rpovincia e l'eurodeputato. Maurio Mauro attento!!!!

 
08/05/2008 - Responsabilità On. Lupi (Cosmo Di Tucci)

Penso che la responsabilità assunta potrà agevolare i lavori della camera e delle relative commissioni poichè sappiamo di quante lungaggini alla data sono corredati i lavori parlamentari. Essere un esempio d'efficienza senz'altro avrà dei benefici e magari potrà portare più rilevanza di un incarico ministeriale. Ritengo questa posizione di Lupi più interessante se supportata dai gruppi parlamentari, che sono ridotti al minimo dopo le ultime elezioni.

 
08/05/2008 - leggere (leo nardo)

leggere, leggere, è importante leggere prima di scrivere i commenti. io non ho proposto nessun partitino nudo e puro. io ritengo sia utile fare qualche seria considerazione sugli schieramenti con cui, morta la DC, ci trovati [e con cui qualcuno si è totalmente identificato]. trovo che ora sia il momento di iniziare a lavorare su quanto nel bene e nel male si è imparato per verificare nuove strade. strade cattoliche, totalmente laiche, o entrambe le cose. ma basta compromessi, basta schieramenti in cui il bene comune è identificato con il proprio interesse. se è sempre e solo questa la strada, allora proviamo soli, tanto andare con chi vince [2008] o con chi perde [2006] non ha portato differenze. io ci vedo poco da ironizzare, ma forse a voi che vi definite realisti stanno bene i ministeri con showgirl, Bondi alla cultura, "brain" Prestigiacomo all'ambiente e il professor Calderoli...

 
08/05/2008 - ironia e realismo (bruno foresi)

Sì, penso proprio che Enea Silvio abbia ragione. Occorre un po' più di ironia e di realismo... E diciamoci la verità, anche meno presunzione: fare un partitino da soli, di cattolici duri e puri - come propone Nardo - è l'ultima cosa di cui i cattolici in Italia hanno bisogno.

 
08/05/2008 - Ognuno al suo lavoro (Enea Silvio Piccolomini)

Se i vari Formigoni e Lupi avessero fatto politica con i criteri e lo spirito del coro di lamentosi che stanno commentando questo articolo, il massimo che portavano a casa era l'assessorato allo Sport del comune di Cinisello Balsamo. Anzi, forse non avrebbero nemmeno iniziato. Non mi pare che in Lombardia non si sia fatto nulla; e non mi pare che l'importanza del ruolo di Lupi lo si possa giudicare prima che inizi ad essere operativo. Un po' più di realismo, cari amici, e anche più buona volontà. E, magari, anche un pizzico di ironia nel guardare le cose del mondo.

 
08/05/2008 - insisto sul pane al pane (marco tucci)

Sono d'accordo con Giuseppe: bisogna ammetterla la sconfitta e non girarci attorno. Non si puo' dire che non è un problema di poltrone e basta...ma dire che non è SOLO un problema di poltrone ma che queste , ci piaccia o meno, ci vogliono. Pecoraro Scanio e Bertinotti dicono la stessa cosa: non è un problema di poltrona (in questo caso "poltrona a Montecitorio") per cui loro continueranno a contribuire alla politica di sinistra in modo diverso ...cio' non toglie che il giudizio di chi doveva decidere se dare la poltrona o meno (il popolo in questo caso) è stato inequivocabilmente una bocciatura... Idem Berlusconi: la poltrona (che è la possibilità concreta di poter fare...) ha deciso di darla ad altri... ha dato un giudizio chiaro netto e preciso ed ha bocciato Formigoni, Lupi, etc... Non facciamo come loro: chiamiamo le cose con loro nome ovvero è stata una solenne stroncatura! Marco

 
08/05/2008 - simpatico (leo nardo)

trovo simpatico e singolare un certo modo di pensare. in campagna elettorale ci diciamo che andiamo insieme a un partito il cui leader è oggettivamente indifendibile, in cui ci sono elementi come Capezzone, veline varie, condannati di ogni genere, etc. perchè solo con questo schieramento possiamo vincere e quindi incidere nella società secondo quanto abbiamo di più caro. abbiamo alleati come Calderoli, Borghezio e Prosperini che la dottrina sociale della chiesa non sanno nemmeno cosa sia, ma solo con questo schieramento possiamo vincere e quindi incidere nella società secondo quanto abbiamo di più caro. poi non ci viene riconosciuto nessun posto che sia di valore per una minima azione. però siamo sempre contenti lo stesso, perchè in politica vincono sempre tutti, così si evita di dire: "abbiamo sbagliato". esprimiamo un giudizio: ora sarebbe sicuramente meglio pensare di andare da soli e costruire con un leader come Formigoni e con persone serie come Maurizio, una nuova realtà politica, senza compromessi con personaggi che alla fine "ti fregano sempre".

 
08/05/2008 - che il PdL diventi il partito popolare europeo (bruno foresi)

La scommessa - storica per la politica italiana - è che il PdL diventi il partito con una forte agibilità politica per le battaglie culturali e politiche dei cattolici. Il lavoro dei nostri amici può quindi risultare molto prezioso, qualsiasi sia la posizione che riusciranno ad occupare. Nel PdL confluiranno tradizioni e culture politiche diverse: conservatori, cattolici popolari, laici liberali, riformisti socialdemocratici. Sarà importante individuare delle modalità di confronto fra queste componenti e di scelta di indirizzo all'interno del partito. Il riferimento al partito popolare europeo dovrebbe garantire almeno la piena agibilità ad una politica da cattolici.

 
08/05/2008 - LUPI MINISTRO SUBITO! (emanuele arghenini)

Onestamente credo che Formigoni abbia avuto nel tempo,ed ha tuttora,occasione e potere per implementare i valori in cui crede,e che io condivido.Quello che sinceramente mi dispiace e che Lupi,che per quanto lo conosco non è persona che valga meno di Formigoni,non abbia "hic et nunc" la stessa possibilità di incidere sul reale della politica,ad esempio nelle infrastrutture.Ma spero che gli verrà data al più presto questa possibilità.Grazie e cordiali saluti

 
08/05/2008 - Pane al pane (Giuseppe Pezzini)

Non c'è bisogno di quotidiani (che grazie a Dio non leggo) per esprimere un giudizio pane al pane vino al vino: l'assenza di Formigoni e Lupi nell'esecutivo è un segnale molto chiaro su quanto la nostra esperienza sia effettivamente stimata e valorizzata all'interno del PDL. Poi sono d'accordissimo con Lupi nell'affermare che la nostra novità ci rende capaci di ricominciare sempre a costruire dove siamo, anche dopo una sconfitta; la negazione della sconfitta però non aiuta neanche la nostra incisività, perchè ostacola la nostra libertà di giudizio e di movimento. Inoltre, anche solo per stima all'affezione (che non verrà mai meno) e all'intelligenza della "base", almeno tra di noi, si possono dire le cose come stanno, soprattutto perchè la nostra salvezza non viene dalla politica.

RISPOSTA:

Caro Giuseppe, come dici tu, pane al pane: chi parla di “sconfitta” significa che vede come obiettivo dell’azione politica il raggiungimento di una determinata poltrona.