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INTERCETTAZIONI/ Berlusconi chiarisce: non ci sarà un decreto, ma un disegno di legge

Pubblicazione:giovedì 12 giugno 2008

Intercettazioni_FN1.jpg (Foto)

Incomprensione tra le istituzioni o un refuso del comunicato stampa di Palazzo Chigi: non è certo sapere come si sia svolto il passaggio di informazioni tra il Quirinale e il Consiglio dei Ministri, ciò che è certo sarà il disegno di legge sulle intercettazioni e no il decreto.

L'ipotesi del decreto – il Governo vuole intervenire rapidamente sulla questione delle intercettazioni, e annuncia un decreto legge che sarà all'esame del Consiglio dei ministri di venerdì 13 giugno.

Lo stop del Quirinale - All'annuncio del possibile varo di un decreto, il Colle ha puntigliosamente sottolineato con un comunicato che le dichiarazioni rilasciate ieri dalPresidente della Repubblica indicavano chiaramente la necessità di far confluire il confronto in un disegno di legge. Dal Quirinale avevano ricordato le parole di Giorgio Napolitano, che ha affermato il punto è come si debba risolvere la questione delle intercettazioni, come «debba essere congegnato il provvedimento Se questo possa preoccupare per alcuni aspetti lo si saprà quando ci sarà un disegno di legge approvato dal Consiglio dei ministri, e poi quando inizierà la discussione in Parlamento».

Il Premier smentisce - Immediatamente è arrivata la smentita dello stesso Berlusconi, che sostiene si tratti di un refuso nel comunicato del Consiglio dei Ministri. Il premier precisa: «Il sottosegretario Letta mi ha avvertito che nell'ordine del giorno del Cdm c'è stato un errore materiale. Ci sarà un disegno di legge e non un decreto legge sulle intercettazioni» dichiara Silvio Berlusconi. La questione si chiude con una nota di palazzo Chigi che rimanda il testo dell'ordine del giorno corretto con ddl ( disegno di legge) e non dl (decreto legge).

Reazioni - «Se hanno deciso di fare un decreto legge anziché un disegno di legge una ragione ci sarà. Mi piacerebbe sapere qual è il processo che deve essere bloccato» commenta il leader dell'Italia dei valori Antonio Di Pietro. La notizia del decreto legge aveva scaturito sorpresa a cominciare dalla Lega per continuare con il ministro ombra della Giustizia, Lanfranco Tenaglia.



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