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SINISTRA/ Veltroni cambia linea: dialogo a rischio col governo e una scuola di politica

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«In questi giorni si decide il futuro di questa legislatura: se il comportamento rimane come quello delle ultime settimane il clima non potrà che cambiare». Usa parole dure il leader del Pd Walter Veltroni per lanciare un ultimatum al governo. La fase del dialogo è a rischio. Le mosse del governo rischiano di aprire una stagione di duro scontro politico. Ma il Pd, assicura il segretario, è pronto alla sfida: «Si sono perse le elezioni, ma non per questo c'è la questione dell'identità del Pd. La nostra identità è quella di una grande forza riformista». Parlando alla conferenza stampa organizzata dalla fondazione “Fare Futuro” il segretario del Pd rimanda ogni decisione all'assemblea costituente che si terrà venerdì. Ma le premesse non sono buone. Veltroni, infatti, non fa mistero di essere «molto sorpreso e colpito dalla protervia con cui alcune cose vengono introdotte surrettiziamente», criticando decisamente il primo mese di azione del governo. tante le scelte contestate: «il decreto su Retequattro, le uscite della Lega sull'Europa (“Come puo' rimanere ministro uno come Calderoli che dice che il Trattato europeo deve essere stracciato?”), le intercettazioni e l'intenzione di inserire il lodo Schifani nel decreto sicurezza. Quest'ultimo è il caso più grave».

Veltroni è intervenuto anche sul tema del rapporto fra Stato e Chiesa: «la Chiesa ha diritto di esprimersi su ciò che ritiene giusto, non solo quando dice cose che ci piacciono», poi «é importante che le istituzioni agiscano sovranamente». «Solo le istituzioni deboli - ha aggiunto - hanno paura che gli altri dicano le proprie posizioni, ma io ho una idea delle istituzioni forti». Insomma, Veltroni ci tiene a interviene anche sul dibattito culturale lanciato poche settimane fa da Massimo D’Alema alla summer school della Fondazione Italianieuropei. E non è forse un caso che proprio ieri, mentre Veltroni rilasciava queste dichiarazioni, Salvatore Vassallo e Michele Salvati abbiano presentato la nuova “Fondazione Scuola di Politica”: «non un “think-thank” a servizio di una qualche componente del partito», sottolinea Salvati, presidente della fondazione. E Vassallo, direttore, gli fa eco: «Non siamo in competizione con Italianieuropei, né con Nens, Arel, e via dicendo... Anzi, contiamo che esperti e docenti di queste fondazioni siano disposti a collaborare con noi. La differenza fondamentale rispetto alle altre fondazioni è che noi abbiamo una vocazione prevalentemente, se non esclusivamente, formativa e non abbiamo nessuna intenzione di giocare un ruolo nella competizione interna del Pd». Il primo appuntamento in programma per la scuola di formazione politica del Pd è il Late summer seminar su “Un'Italia moderna. La political economy del ristagno e del rilancio” che si svolgerà alla Rocca di Bertinoro tra il primo e il sei di settembre. Un seminario che comincerà con una giornata di riflessione su “Perché il centrosinistra perde in Europa?”, mentre la giornata conclusiva sarà sabato 6 settembre. Tema: “La vocazione maggioritaria del Pd, vista dall'opposizione”. L'intervento conclusivo, manco a dirlo, sarà di Walter Veltroni.



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