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Politica

LA PROPOSTA/ Massimo D'Alema: fiscalità agevolata per le fondazioni ex-bancarie

L'esponente del Partito Democratico apre alla modifica del regime fiscale delle fondazioni di origine bancaria per permettere il liberarsi "bipartisan" di risorse per la ricerca scientifica e la formazione

«Penso che occorra un patto fra istituzioni e fondazioni bancarie per introdurre una nuova fiscalità che le aiuti e le induca a investire per realizzare grandi obiettivi di interesse nazionale. Discutendo, dunque, con il governo le priorità e i contenuti di questo patto». Lo dice l'esponente del Pd Massimo D'Alema in un'intervista pubblicata sul mensile Class.   «Nel caso che si decidano le defiscalizzazioni a favore delle fondazioni contestualmente si dovrebbero decidere anche gli interventi che devono fare: nella ricerca scientifica e soprattutto nelle nostre eccellenze», continua D'Alema, riferendosi alle potenzialità che l'Italia può esprimere in settori quali la meccanica, le nanotecnologie e l'agroalimentare. 

«I due grandi obiettivi delle fondazioni bancarie, però, devono essere quelli della ricerca e delle politiche sociali: introducendo un incentivo fiscale le fondazioni sarebbero sicuramente più stimolate ad investire». D'altronde, secondo D'Alema, che è anche presidente della fondazione Italianieuropei, messa in piedi insieme a Giuliano Amato e a Carlo Azeglio Ciampi, bisognerebbe «considerare le fondazioni come una forma di privato sociale che non ha finalità di lucro, ma può contribuire alla crescita e alla modernizzazione del paese».  Le fondazioni, dice D'Alema a Class, «hanno anche una funzione di stabilità e una finalità estesa al di là delle banche, realizzando la possibilità di canalizzare le risorse liberali in progetti utili al Paese, in termini di coesione sociale»

Una rete importante, quella delle Fondazioni, che è presente su tutto il territorio nazionale. Le erogazioni degli stanziamenti, poi, sono in crescita: nel 2007 il saldo complessivo dovrebbe superare i 1.700 milioni di euro contro i 1.594 dell' anno precedente. I fondi sono ripartiti in questo modo: il 28,9% va alla cultura, il 15,3% alla ricerca e il 10,7% all' istruzione.

Già nel corso dello scorso mese di Giugno, durante un convegno a cui D’Alema ha partecipato insieme al ministro dell’Istruzione Gemini, con cui ha nell’occasione dimostrato di avere una decisa consonanza dullì’argomento, e al presidente dell’Acri Guzzetti. Una consonanza politica che piace a Guzzetti: «Un' ottima idea visto che le fondazioni bancarie sono una risorsa preziosa per lo sviluppo del Paese».

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